Il papà picchiato al Vomero per difendere le figlie sottoposto a ricostruzione dei tessuti: dovrà restare al Cardarelli

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Il papà picchiato e investito a piazza Vanvitelli resta ricoverato: sottoposto a ricostruzione dei tessuti al Cardarelli.

È stato trasferito al reparto di chirurgia plastica il papà 48enne picchiato a piazza Vanvitelli da un gruppo di ragazzini, domenica notte, per difendere le due figlie a loro volta assalite da giovanissimi. L'uomo, accerchiato e finito a terra sotto le percosse di una decina di giovani, è poi anche stato investito da un camion dell'Asìa, l'azienda dei rifiuti, che gli ha schiacciato una gamba, provocandogli gravi lesioni. Da ieri, come anticipato da Fanpage.it, è stato trasferito in un altro reparto dell'ospedale Antonio Cardarelli, dove è attualmente sottoposto alla ricostruzione dei tessuti danneggiati. Il 50enne dovrà restare ricoverato ancora per diversi giorni, a quanto si apprende, per evitare eventuali infezioni.

L'inchiesta della Procura dei Minori di Napoli, coordinata dal pm Patrizia Imperato, intanto continua. Gli investigatori hanno passato al setaccio le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona e i video amatoriali girati dai passanti e sono riusciti ad identificare i primi 10 ragazzini che sarebbero stati coinvolti nella rissa. Tra loro ci sarebbero anche due figli di poliziotti e alcune ragazzine. Sarebbero tutti minorenni, tranne uno, ed incensurati. Al momento, non risultano denunce. Le loro posizioni sono ancora al vaglio. La Prefettura nel frattempo ha istituito un presidio costante nella zona. Sabato 17 ottobre, alle 16,30, intanto, in piazza Vanvitelli ci sarà la manifestazione contro la violenza indetta dalla Rete per la Sicurezza.

Sulla vicenda è intervenuto anche don Luigi Merola, fondatore e presidente della fondazione "‘A voce d'e creature", in audizione davanti alla Commissione parlamentare d'inchiesta sulle periferie "Quello che è successo a piazza Vanvitelli qualche giorno fa è drammatico. Un papà difende le sue due figlie e mentre le sta proteggendo viene picchiato. È stata una brutta pagina". "In linea d'aria lì ci sono quattro parrocchie, allora dobbiamo dire anche che qualcosa nella nostra Chiesa non funziona – ha aggiunto don Merola – non possiamo solo parlare dello Stato che per anni non ha fatto lo Stato, io parlo anche di anni in cui, in questi territori, la Chiesa non ha fatto la Chiesa". "Basterebbe tenere aperta le parrocchie dalle 6 a mezzanotte, come facevamo a Forcella – ha spiegato, ricordando le attività organizzate per i ragazzi e il contributo di volontari e personaggi dello spettacolo, tra cui Fabrizio Frizzi – Come si fa a tenere tanti ragazzi minori a Napoli fino a mezzanotte, la sera tardi, con questi motorini senza casco? Mancano dei luoghi di aggregazione sani, veri, non piazze di spaccio di droga".

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