Regione Campania, Soresa vuole che le assenze impreviste con la legge 104 siano documentate: è scontro coi sindacati
Un po' è un paradosso, uno dei tanti della Regione Campania: lavoratori e sindacati battagliano sul rispetto dei permessi della legge 104 nell'azienda pubblica che si occupa guarda caso del Sistema Sanitario, ovvero la Soresa. La comunicazione contestata porta la firma di Virgilio Barbati, dirigente responsabile delle Risorse umane e riguarda le modalità con cui i dipendenti possono usare i permessi retribuiti previsti dalla legge 104 del 1992, i tre giorni al mese riconosciuti ai lavoratori con disabilità grave e a chi assiste un familiare in quella condizione.
La nota stabilisce che la fruizione dei permessi deve essere comunicata via email «preventivamente al loro utilizzo» al proprio responsabile di settore e, per conoscenza, alle Risorse umane. Il giustificativo va poi inserito nella piattaforma Risorse umane di Soresa secondo le modalità e le tempistiche della regolamentazione aziendale. Per i casi imprevisti la nota prevede un'eccezione, ma con una condizione: «Nel caso in cui vi siano oggettive esigenze immediate e non programmabili, le stesse dovranno essere opportunamente documentate». In quel caso la comunicazione «potrà avvenire in qualsiasi momento».
Ed è su quest'ultima parte che si è scatenata una guerra sindacale nell'azienda presieduta da Tommaso Casillo, 71 anni, natali a Casoria, area a Nord di Napoli, già consigliere e poi assessore regionale, collocato al vertice del CdA Soresa da Vincenzo De Luca. Il 21 settembre le segreterie di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno inviato via Pec al presidente del Consiglio di amministrazione una nota durissima che chiede il ritiro immediato della disposizione e minaccia lo stato di agitazione del personale.
Il tema è delicato: chi esercita il diritto della legge 104 lo fa perché evidentemente ha problemi seri in famiglia. La condizione di chi può fruire di questi permessi è stabilita a monte, non ha bisogno di ulteriori motivazioni; vi deve essere un accordo tra azienda e lavoratore per non influire sull'operatività ma la legge non richiede documentazioni aggiuntive. Per i sindacati la disposizione impone «adempimenti e obblighi organizzativi ulteriori rispetto a quelli previsti dalla normativa vigente». Secondo loro rischia di «comprimere, condizionare o scoraggiare» un diritto riconosciuto alle persone con disabilità e ai lavoratori che le assistono. Il bersaglio principale è proprio la richiesta di giustificare le assenze non programmate. Scrivono Francesco Di Rienzo (Filcams), Pietro Contemi (Fisascat) e Giuseppe Silvestro (Uiltucs) che questa richiesta »appare suscettibile di introdurre condizioni non previste dalla disciplina normativa». Le organizzazioni sindacali contestano anche, più in generale, le comunicazioni diffuse «negli ultimi mesi» dal settore Risorse umane Soresa, ritenute non coerenti «con un corretto sistema di relazioni sindacali».
Le richieste sono quattro. I sindacati vogliono il ritiro delle comunicazioni e un chiarimento formale a tutto il personale sul pieno esercizio dei diritti legati alla 104. Chiedono inoltre il ripristino di corrette relazioni sindacali e modalità comunicative «rispettose della dignità dei lavoratori». In assenza di un riscontro formale e del ritiro della nota, annunciano la proclamazione dello stato di agitazione «senza ulteriore preavviso» e iniziative legali.