Papà picchiato al Vomero per difendere le figlie, sabato 17 ottobre protesta in piazza Vanvitelli
Si torna esattamente lì. Napoli, quartiere Vomero, piazza Vanvitelli, a pochi metri dall'imbocco di via Bernini, dove nella notte tra sabato e domenica un papà di 40 anni è stato preso a calci e pugni da un gruppo di ragazzini mentre cercava di difendere le figlie, e nel parapiglia è stato investito da un camion dei rifiuti, sabato 17 ottobre alle 16 arriva un presidio di solidarietà. Lo slogan scelto dagli organizzatori è «Riprendiamoci la nostra città». L'appuntamento in piazza è promosso dalla Rete per la sicurezza dei minori e degli adolescenti. Sul manifesto diffuso in queste ore gli organizzatori spiegano gli obiettivi: «Raccoglieremo messaggi di vicinanza alla vittima e promuoveremo idee da sottoporre alle istituzioni». L’invito è aperto a tutti.
L’aggressione risale a domenica 11 ottobre, attorno all'una di notte, davanti a un locale che vende granite. Secondo la ricostruzione, tutto sarebbe partito da una lite verbale tra la figlia più piccola dell’uomo, 13 anni, e altre due ragazzine. La sorella maggiore sarebbe intervenuta per difenderla e sarebbe stata sbattuta con la testa contro il parabrezza di un'auto: ricoverata al Fatebenefratelli, ha riportato contusioni al collo con una prognosi di 30 giorni. I genitori arrivano in scooter dopo una telefonata. È a quel punto che il padre viene accerchiato da una decina di giovanissimi e colpito anche quando è già a terra.
Nei video girati con i cellulari si vede poi un autocompattatore dell'azienda rifiuti di Napoli Asìa ripartire mentre l’uomo è ancora sull’asfalto, urtandogli una gamba. L’azienda dei rifiuti, contattata da Fanpage, ha parlato di un episodio «dovuto a una rissa tra terzi», e ha avviato una indagine interna. Il 40enne è ricoverato all’ospedale Antonio Cardarelli: è stato medicato in sala operatoria, non è stato necessario un intervento chirurgico e nei prossimi giorni è prevista una valutazione con il chirurgo plastico.
La madre delle ragazze, in una diretta con il parlamentare Francesco Emilio Borrelli (Avs) e il consigliere municipale Rino Nasti, ha raccontato l’arrivo sul posto: «Non abbiamo visto forze dell’ordine, ma c’erano centinaia di ragazzini». I carabinieri hanno identificato una decina di ragazzini e stanno analizzando le immagini delle telecamere di sorveglianza e i video pubblicati sui social. Al momento non risultano denunce. Piazza Vanvitelli, va ricordato, rientra tra le zone rosse per la sicurezza individuate dalla Prefettura di Napoli.
Per Nelide Milano, portavoce della Rete per la sicurezza, quel provvedimento da solo non è sufficiente: «Purtroppo la zona rossa non basta, non chiediamo repressione ma la possibilità di vivere la città in maniera serena». Il presidio di sabato non è il primo in quella piazza. «La prima manifestazione a piazza Vanvitelli l’abbiamo fatta 4 anni fa», ricorda.
Sul piano istituzionale si è mossa la presidente della Municipalità 5 Vomero-Arenella, Clementina Cozzolino, che ha chiesto più controlli: «Ho scritto al prefetto di Napoli Michele Di Bari all'assessore alla Sicurezza del Comune di Napoli Antonio De Jesu per chiedere un rafforzamento dei controlli e una maggiore presenza delle istituzioni sul territorio». Il prefetto ha convocato per lunedì 12 ottobre il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica sui recenti episodi di violenza in città. Il presidio cade a sei giorni dall’aggressione. Intanto, dal letto del Cardarelli, il 40enne, a quanto si apprende, si sarebbe detto preoccupato soprattutto per le figlie.