Per l’incendio all’ospedale del Mare ipotesi dolosa: trovato liquido infiammabile

Cambia l'ipotesi di reato nell'inchiesta sul rogo che si è sviluppato su una facciata dell'Ospedale del Mare di Ponticelli, a Napoli: il ritrovamento di liquido infiammabile nel corso delle verifiche fa propendere gli inquirenti per l'incendio doloso al posto di quello colposo. Ora l'indagine è gestita dal sostituto procuratore Mario Canale, della sezione Lavoro e colpe professionali oordinata dal procuratore aggiunto Antonio Ricci.
L'incendio è divampato nel pomeriggio di domenica, 21 giugno. Le fiamme hanno avvolto la facciata esterna della palazzina di 6 piani, sul lato del Pronto Soccorso; ad andare a fuoco, dei pannelli di coibentazione esterna. Per motivi precauzionali sono stati evacuati il Pronto Soccorso e la Medicina d'urgenza, a causa della presenza di ossigeno. Il rogo è stato domato in circa 40 minuti, non ci sono stati feriti; l'Asl Napoli 1 ha fatto poi sapere che non c'è stato nessun danno strutturale e che la struttura è agibile; di conseguenza i ricoverati, temporaneamente spostati fuori o verso altri presidi, sono tornati nei reparti di degenza. Sul posto anche diverse pattuglie del commissariato di Ponticelli e dell'Ufficio Prevenzione Generale della Polizia di Stato.
Le fiamme, secondo i primi rilievi, sarebbero partite da alcune pedane in legno che erano state accatastate vicino al reparto di Medicina. E proprio su queste si sono concentrate le verifiche effettuate dai Vigili del Fuoco: il fuoco sarebbe stato innescato da un mozzicone di sigaretta, ma tra i resti sono state trovate tracce di liquido accelerante o solvente. In altre parole: secondo l'ipotesi degli inquirenti, modificata sulla base dei riscontri ottenuti, qualcuno avrebbe cosparso le pedane di liquido infiammabile prima di appiccare il fuoco volontariamente.