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Napoli, in migliaia al corteo contro la violenza col Cardinale Battaglia e i sindacati: “Basta armi, aiuti per i ragazzi””

Migliaia di persone in strada a Napoli per il corteo contro la violenza: “Bisogna fare rete, aiutare i giovani ad uscire dalla povertà educativa”
A cura di Pierluigi Frattasi
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In migliaia a Napoli per il corteo contro la violenza promosso dal cardinale don Mimmo Battaglia, insieme a tantissime associazioni, come Libera e ai sindacati Cgil, Cisl e Uil. Nonostante il maltempo, tantissimi cittadini, tra i quali molti ragazzi, hanno sfilato da piazza Garibaldi al Duomo per chiedere di fermare la violenza nelle strade della città, dopo gli ultimi episodi efferati, con un ragazzino di 14 anni accoltellato nella centralissima piazza Municipio. La parola d'ordine è aiutare chi è in difficoltà: un impegno maggiore nel contrasto alla povertà educativa, alla dispersione scolastica e al disagio giovanile.

"Liberiamo Napoli dalla violenza"

Ad aprire il corteo un grande striscione con la scritta "Liberiamo Napoli dalle violenze. Stop the war". La manifestazione è partita da piazza Garibaldi per arrivare al Duomo. L'arcivescovo di Napoli Mimmo Battaglia, primo firmatario di un'iniziativa che si propone di mettere in rete scuole, società civile, istituzioni, Chiesa, terzo settore e sindacati, ha detto: "Mi auguro davvero che Napoli tutta sia qui perché la cosa importante, che non possiamo e non dobbiamo mai dimenticarci, è che se un ragazzo cade è tutta la città che è responsabile ed è tutta la città che deve inchinarsi e rialzarlo. Napoli non ha bisogno di eroi solitari ma ha soprattutto bisogno di alleanze educative ed è per questo che noi siamo qui".

Tra le associazioni che hanno aderito all'iniziativa Libera, dell'Anpi, insieme a quelle di collettivi, associazioni e sindacati, in particolare Cgil e la Uil. Oltre 150 le associazioni, gli artisti, gli scrittori e i rappresentanti della società civile firmatari dell'appello. La marcia, dai tratti popolari, ha visto la presenza di esponenti delle istituzioni tra cui l'assessore regionale alle Politiche sociali e alla Scuola Andrea Morniroli, la vicesindaca del Comune di Napoli con la fascia tricolore, Laura Lieto, l'assessore comunale Valerio Di Pietro, il segretario metropolitano del Pd, Francesco Dinacci, il garante regionale dei detenuti, Samuele Ciambriello, e padre Alex Zanotelli.

Tra le varie richieste, non provvedimenti spot e repressivi, bensì politiche pubbliche come un decreto comunità e una legge regionale sull'educativa di comunità che garantiscano la continuità dei progetti.

I sindacati: "La società sana reagisca"

I sindacati, come la Cgil, hanno lanciato un appello a reagire alla società sana: "Va fatto uno sforzo collettivo – afferma il segretario generale della Cgil Napoli e Campania, Nicola Ricci – non in solitaria, da parte di tutta la parte sana della società. Stamattina in questo corteo promosso dalla Chiesa di Napoli e Libera, c'è chi vuole liberare Napoli dalla criminalità, chi vuole riaffermare i principi della democrazia, per combattere la criminalità organizzata. Nelle nostre città girano troppe armi. Dobbiamo offrire ai giovani un nuovo modello sociale ed educativo. Molti quartieri sono abbandonati al loro destino, ci vuole più Stato, ci vogliono leggi che siano davvero adeguate a queste difficoltà". Mentre per Giovanni Sgambati, della Uil,"è necessario far confluire le energie positive della Napoli migliore soprattutto dal punto di vista educativo. Se saremo in grado di costruire una rete, penso che saremo capaci anche di contrastare la violenza e le tante difficoltà".

Per l'assessore Andrea Morniroli, "questa manifestazione chiede un salto di qualità. Chiede che temi come il disagio giovanile, i percorsi di crescita dei ragazzi, delle ragazze, dei bambini e delle bambine, e il contrasto alla povertà educativa siano messi al centro delle politiche pubbliche. Siamo qui perché riconosciamo l'importanza di queste richieste".

Mentre la vicesindaca di Napoli, Laura Lieto, aggiunge: "L'impegno su questi temi deve essere rinnovato ogni giorno, ogni mese, ogni anno, per contrastare la violenza e la brutalizzazione della mancanza di cultura e dell'assenza di un contatto con le cose positive".

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