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Indagato l’ex sindaco di Caserta Carlo Marino: 500mila euro di mazzetta su un appalto RFI da 9.5 milioni

La Procura di Santa Maria Capua Vetere ha iscritto nel registro degli indagati l’ex sindaco di Caserta, Carlo Marino: avrebbe agevolato l’aggiudicazione di un appalto ottenendo in cambio 200mila euro, parte di una tangente da 530mila euro.
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A cura di Nico Falco
L’ex sindaco di Caserta Carlo Marino
L’ex sindaco di Caserta Carlo Marino

L'ex sindaco di Caserta, Carlo Marino, si sarebbe speso con Rete Ferroviaria Italiana per far sì che un appalto da 9.5 milioni di euro andasse a un imprenditore del settore delle cave, e avrebbe incassato 200mila euro, parte di una tangente complessiva di 530mila euro: è l'ipotesi investigativa su cui sta lavorando la Procura di Santa Maria Capua Vetere (guidata dal procuratore Pierpaolo Bruni, sostituti titolari del fascicolo Giacomo Urbano e Anna Ida Capone). L'accusa per l'ex Primo Cittadino è di corruzione, contestata anche all'imprenditore Giuseppe Antonio Luserta, che aveva ottenuto quell'appalto, e all'avvocato Vincenzo Iorio, ex collaboratore ed ex socio di studio di Marino.

Nei giorni scorsi i tre indagati sono stati sottoposti a perquisizione e i carabinieri, su disposizione della Procura, hanno anche sequestrato loro cellulari e dispositivi informatici. L'accordo tra Marino e Luserta, secondo gli inquirenti, sarebbe stato siglato nella primavera-estate 2022 nello studio dell'avvocato Iorio; a quell'incontro avrebbe preso parte anche Paolo Marzo, fratello di Massimiliano, quest'ultimo all'epoca assessore ai lavori pubblici del Comune di Caserta e arrestato per corruzione nel giugno 2024 (successivamente tornato libero) nell'ambito di un'altra inchiesta della Procura sammaritana.

Per i pm l'accordo si rese necessario perché Luserta aveva bisogno di superare la mancanza di uno specifico progetto, utile ad avere l'appalto da Rfi per il conferimento nella sua cava di 2 milioni di metri cubi di terre e rocce da scavo (Trs) provenienti dai cantieri attivi per la realizzazione della linea Alta Velocità Napoli-Bari. Nel novembre 2021 l'imprenditore aveva fatto richiesta al Genio Civile di Caserta di poter ricevere il materiale da smaltire, ma non gli era stata rilasciata l'autorizzazione perché non c'era un progetto funzionale. A quel punto Luserta si sarebbe rivolto a Marino, che all'epoca era sindaco di Caserta (in quota Pd), affinché avanzasse a RFI la proposta di utilizzare la cava Santa Lucia, situata in una zona della periferia di Caserta. In cambio l'imprenditore avrebbe accettato di versare a Iorio centinaia di migliaia di euro, mascherandoli come consulenze e incarichi anche inutili, e l'avvocato avrebbe poi avuto il compito di girare i soldi a Marino.

Nell'ambito delle indagini, la Procura ha reperito le due note con cui il Comune di Caserta ha chiesto a RFI di inserire le cave del territorio comunale, compresa quella di Luserta, per lo smaltimento di terre e rocce da scavo provenienti dai lavori per quella tratta dell'Alta Velocità; le due richieste, datate 13 luglio e 21 novembre 2022, sono state bollate come illegittime dalla Procura: la competenza sulle cave non spetta al Comune ma alla Regione, tramite gli uffici del Genio Civile. Luserta, è stato ricostruito, ha comunque ottenuti i conferimenti nel 2024, per un totale di 9,5 milioni di euro; da ottobre 2024 a ottobre 2025, anche quando il Comune di Caserta era stato sciolto e quindi Marino non era più sindaco, l'imprenditore ha emesso varie fatture a favore della società Ius&Law srls di Iorio, per un totale di 530mila euro; la società, a sua volta, avrebbe emesso sei fatture per la ditta individuale di Carlo Marino (complessivi 115mila euro) e altre 5 per la ditta individuale della figlia dell'ex sindaco, non indagata (per complessivi 87 mila euro).

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