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Domenico Caliendo morto al Monaldi di Napoli

In un video il cuore del piccolo Domenico Caliendo espiantato mentre il box frigo è ancora chiuso

Un video, tra gli atti acquisiti dai Nas, mostra il cuore del piccolo Domenico Caliendo già espiantato, mentre i sanitari discutono dell’apertura del box frigo che contiene il nuovo organo da trapiantare.
A cura di Nico Falco
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Il vano frigo usato per il trasporto del cuore da impiantare. La sigla è "Sala OPeratoria Chirurgia PEDiatrica"
Il vano frigo usato per il trasporto del cuore da impiantare. La sigla è "Sala OPeratoria Chirurgia PEDiatrica"
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Il cuore malato del piccolo Domenico Caliendo era stato già espiantato prima che venisse aperto il box frigo che conteneva il nuovo, e quindi prima che i sanitari potessero rendersi conto delle condizioni dell'organo, irrimediabilmente compromesso perché ghiacciato durante il trasporto: è quello che si evince da uno dei video acquisiti dai carabinieri del Nas nell'ambito delle indagini sul decesso del bimbo, che vede indagati sette medici del Monaldi con l'accusa di omicidio colposo.

Il video fa parte degli atti messi a disposizione degli indagati, della famiglia e dei consulenti su disposizione della Procura di Napoli. Nelle immagini si vede il cuore espiantato, ancora pulsante, messo su un tavolo, e si sentono le voci di alcuni dei sanitari presenti in sala operatoria che discutono dell'apertura del frigo (non inquadrato) che contiene l'organo da trapiantare. I toni sono pacati, probabilmente segno che nessuno ancora poteva sapere delle condizioni in cui, di lì a poco, avrebbero trovato il nuovo organo: parzialmente inglobato in un blocco di ghiaccio, a causa dell'utilizzo, durante il trasporto da Bolzano, di ghiaccio secco al posto di quello naturale.

Le immagini risalgono al giorno del trapianto, effettuato lo scorso 23 dicembre nell'ospedale Monaldi di Napoli; nonostante la scoperta dei danni al nuovo cuore, i medici decisero di procedere ugualmente con l'intervento, probabilmente perché con l'espianto si era già arrivati a un punto di non ritorno: il bambino sarebbe morto in sala operatoria. Il nuovo cuore, però, non ha mai cominciato a battere; il piccolo è morto lo scorso 21 febbraio, dopo quasi due mesi in cui è stato tenuto in vita dalle macchine per la circolazione extracorporea, condizione che, protratta per un tempo così lungo, ha causato gravi danni a vari organi.

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