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Domenico Caliendo morto al Monaldi di Napoli

Domenico Caliendo morto col cuore bruciato, l’avvocato Petruzzi: “Anche altri casi di organi congelati”

La denuncia in Senato dell’avvocato Francesco Petruzzi, che difende i genitori del piccolo Domenico Caliendo: “Si sono verificati anche altri casi di organi danneggiati da temperature basse durante il trasporto”
A cura di Pierluigi Frattasi
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Il piccolo Domenico Caliendo e la mamma Patrizia Mercolino
Il piccolo Domenico Caliendo e la mamma Patrizia Mercolino
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Il cuore bruciato del piccolo Domenico Caliendo, morto a 2 anni e 4 mesi dopo il trapianto all'ospedale Monaldi, non sarebbe stato l'unico organo ad essere arrivato rovinato in una sala operatoria, dopo il trasporto. Ma ci sarebbero stati anche altri organi che, in altre occasioni e contesti, non al Monaldi, sarebbero stati danneggiati per essere stati conservati a temperature troppo basse durante il trasporto. A denunciarlo è l'avvocato Francesco Petruzzi, che è intervenuto martedì scorso, 28 aprile, in Senato, all'incontro "Il dono della vita nel sistema trapiantologico" organizzato dall'Aido, con il patrocinio di Palazzo Madama, e promosso su iniziativa della senatrice Elena Murelli (Lega) e del senatore Filippo Melchiorre (Fratelli d'Italia).

La denuncia dell'avvocato Francesco Petruzzi in Senato

Oltre a quello del piccolo Domenico Caliendo – ha spiegato Petruzzi – si sarebbero verificati altri casi in cui l'organo da trapiantare sarebbe giunto a destinazione rovinato dalle temperature troppo basse che avrebbe raggiunto durante il trasporto. All'incontro in Senato a Roma hanno partecipato anche i rappresentanti della compagnia aerea Avionord con basi a Milano, Bergamo e Roma, che si occupa, tra l'altro, anche del trasporto di organi.

Durante l'intervento dei vertici della compagnia aerea, è stata mostrata, tra i casi definiti "nefasti", la foto di un organo, un rene, "ghiacciato" a causa dell'uso di ghiaccio a -40 gradi. Si tratta, è bene precisare, di un caso diverso rispetto a quello del piccolo Domenico. Il bimbo, affetto da una patologia al cuore, fu operato il 23 dicembre dell'anno scorso e trapiantato con un cuore "bruciato" per essere stato conservato con del ghiaccio secco durante il trasporto, dopo l'espianto avvenuto a Bolzano. Dopo essere stato tenuto in vita con il macchinario Ecmo per due mesi, il bimbo si è poi spento il 21 febbraio successivo.

Durante l'incontro si è discusso anche delle normative riguardanti le modalità di trasporto degli organi e delle tipologie di contenitori: dalla scatole di polistirolo (come quelli per le mozzarelle) ai frigoriferi da campeggio, fino a quelli di ultima generazione, che rispettano le indicazioni di legge, come le macchine da perfusione trasportabili che, è stato spiegato, oltre al trasporto trattano l'organo (o anche più di un organo) per farlo arrivare al trapianto nelle migliori condizioni.

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