Morte Domenico Caliendo, l’avvocato: “Nuove prove per omicidio con dolo eventuale”

È iniziato ieri, martedì 28 aprile, al Policlinico di Bari, l'incidente probatorio sulla morte di Domenico Caliendo, il bambino di 2 anni e mezzo morto lo scorso febbraio all'ospedale Monaldi di Napoli, due mesi dopo un trapianto di cuore fallito. Il legale che assiste la famiglia del bimbo, l'avvocato Francesco Petruzzi, ha rivelato che, proprio all'incidente probatorio, sarebbero emerse novità importanti sul fronte delle indagini: "Abbiamo acquisito ulteriori prove che per il momento non posso rivelare le quali, a nostro avviso, confermano l'ipotesi che Guido Oppido ‘costi quel che costi' abbia accettato il rischio che Domenico potesse morire, non facendo tutto ciò che era nelle sue possibilità per evitare il decesso" ha detto l'avvocato.
Il riferimento di Petruzzi è al dottor Guido Oppido, cardiochirurgo che ha eseguito materialmente il trapianto sul piccolo Domenico, impiantandogli un cuore danneggiato; Oppido figura tra i sette sanitari indagati per la morte del bambino. Secondo l'avvocato della famiglia Caliendo, Oppido "avrebbe escluso alcune decisioni praticando una medicina di tipo difensivo, non prendendo in considerazione terapie alternative. A questo si aggiungono nuovi elementi di prova di cui è a conoscenza anche il pubblico ministero Tittaferrante".
L'avvocato Petruzzi ha poi collegato il caso di Domenico Caliendo a quello delle acciaierie ThyssenKrupp: il 6 dicembre 2007 un grave incendio divampò nello stabilimento di Torino, uccidendo sette operai. "La Procura, per le morti dei dipendenti causate da un incendio, contestò ai vertici dell'azienda il reato di omicidio volontario con dolo eventuale per non avere investito nella sicurezza. Credo che se per quel caso è stato contestato quel reato lo stesso valga anche per il caso di Domenico Caliendo" ha detto Petruzzi.