Il Parlamento Europeo ha revocato l’immunità di Fulvio Martusciello (Forza Italia) per l’inchiesta Huawei

È arrivato il secondo sì ed è quello dell'Aula: il Parlamento europeo ha dato il via libera alla revoca dell'immunità per Fulvio Martusciello, capodelegazione di Forza Italia a Strasburgo e potente coordinatore regionale degli azzurri in Campania fin dai tempi di Silvio Berlusconi. Ad inizio giugno era già stato votato in tal senso dalla commissione Affari giuridici (Juri) per revocare il beneficio al cinquantottenne europarlamentare napoletano. La votazione di oggi, martedì 16 giugno si è conclusa con 344 voti a favore della revoca, 234 contrari, 25 astensioni.
La richiesta era arrivata dalla procura federale del Belgio nell'ambito delle indagini sul cosiddetto Huaweigate. È una inchiesta riferita a presunte attività di lobbying illecito riconducibili al gruppo cinese tecnologico Huawei. Ovvero, secondo la procura federale belga, vi erano favorevoli posizioni in cambio di facilitazioni. Nel marzo 2025 per la stessa indagine era stata arrestata la collaboratrice di Martusciello a Strasburgo, Lucia Simeone.
Cosa significa tecnicamente «revoca dell'immunità?». È la procedura con cui l'assemblea priva un proprio deputato delle tutele speciali che gli impediscono di subire indagini, processi o arresti nel corso del mandato (il procedimento in quel caso viene «congelato»). La votazione serviva quindi ad autorizzare la magistratura nazionale a procedere penalmente contro di lui, garantendo che la giustizia ordinaria faccia il suo corso, senza ostacoli.
L'indagine Huawei verte anche su un altro europarlamentare azzurro, Salvatore De Meo, su cui la plenaria ha, invece deciso di mantenere l'immunità, in linea con il parere della commissione Juri. Entrambi gli esponenti politici del partito di Antonio Tajani ad oggi non sono formalmente indagati e hanno respinto ogni addebito. Al momento Martusciello non sarebbe intenzionato a lasciare l'incarico all'Eurocamera come capo delegazione. Nel caso in cui la sua posizione si complicasse e dovesse dimettersi, i nomi in pole position per la successione sono Marco Falcone, catanese vicino a Renato Schifani e di Letizia Moratti, già ministra dell'Istruzione nei governi Berlusconi.

Fulvio Martusciello durante la votazione