Il Museo Madre cerca dodici professionisti per mostre ed eventi fino al 2027: ecco profili, requisiti, compensi e scadenze

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Capo cronaca Napoli
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Eugenio Viola
Curatori, restauratore, fotografo, avvocato, addetto stampa: il Museo Madre di Napoli cerca 12 specialisti a partita Iva.

Il Museo Madre di Napoli ha di recente cambiato la sua guida, con la nomina del napoletano Eugenio Viola alla direzione, ritornato per assumere l'incarico dal Sudamerica dove si era trasferito ormai da anni. Ora il nuovo museo prende forma e Viola cerca nuovi professionisti che lo affianchino. Dodici specialisti, per la precisione, individuati attraverso due gare per incarichi di lavoro autonomo: curatori, registrar, restauratore, fotografo, traduttore, avvocato, addetto stampa e social media manager. Le offerte vanno presentate online entro il 16 novembre per i primi cinque profili ed entro il 4 dicembre per gli altri sette.

In pratica, la Fondazione Donnaregina, che gestisce il museo di via Settembrini, ha pubblicato due procedure aperte per un valore complessivo di 261mila euro: 122mila il primo bando, 139mila il secondo. Non sono assunzioni ma incarichi professionali di dodici mesi, a partita Iva, svolti con mezzi propri e senza vincolo di subordinazione.

Nel primo bando, in scadenza il 16 novembre, il compenso più alto è per il curatore (33mila euro), che affianca la direzione artistica nella programmazione e nei rapporti con artisti e prestatori: servono una laurea magistrale e tre anni di esperienza in istituzioni d'arte moderna e contemporanea. Seguono il coordinatore di educazione e community engagement (26mila), il supporto alla produzione di mostre ed eventi (23mila), il curatore junior (22mila) e il manager della comunicazione digitale e dei social (18mila), che può lavorare in buona parte da remoto. Per questi profili bastano in genere una laurea triennale, da due a cinque anni di esperienza e italiano C1 e inglese B2.

Il secondo bando, pubblicato il 20 ottobre, vede in cima il conservatore-restauratore (32mila euro), che deve essere iscritto all’elenco ministeriale e garantire fino a 52 sopralluoghi in un anno, di regola nel giorno di chiusura al pubblico. Poi l’addetto stampa e portavoce (30mila, cinque anni di esperienza nella comunicazione istituzionale), il registrar per le mostre temporanee (22mila), il traduttore ed editor italiano-inglese (18mila, livello C2 ma senza obbligo di madrelingua), il fotografo (15mila), il consulente legale su diritto d’autore e contratti (12mila, con iscrizione all’albo) e il coordinatore della sicurezza per cantieri ed eventi (10mila), che deve avere i titoli previsti dal decreto legislativo 81 del 2008.

I compensi sono fissi, non ribassabili, al netto dell’Iva e comprensivi degli oneri previdenziali. Divisi per dodici mesi, fanno circa 2.750 euro lordi al mese per il curatore, 2.500 per l’addetto stampa, 1.800 per il registrar e 1.500 per il manager del digitale, prima di tasse e contributi. Il pagamento arriva è a trenta giorni dalla fattura, dopo la verifica dei risultati, ogni contratto dura un anno, senza tacito rinnovo. In museo si va per riunioni, sopralluoghi, allestimenti ed eventi, non tutti i giorni né con orari fissi.

Le candidature si presentano solo sulla piattaforma Acquisti in rete di Consip. Per il primo bando i chiarimenti si chiedono entro il 31 ottobre e le offerte entro il 16 novembre; per il secondo, rispettivamente entro il 19 novembre e il 4 dicembre, sempre alle 12. Si può concorrere a più lotti, ma se ne può vincere uno solo.

Per ogni lotto una commissione di tre persone assegna fino a 100 punti: 60 per esperienze e portfolio, 40 per il colloquio, in presenza o in videoconferenza, dove contano coerenza del profilo, conoscenza del museo e dell’arte contemporanea, motivazione e capacità comunicative. La selezione dovrebbe chiudersi entro 60 giorni dalla scadenza delle offerte, con i contratti firmati nei 30 giorni successivi. La Fondazione – si legge negli atti – può non aggiudicare un lotto se nessuna offerta risulta idonea o conveniente.

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