Patrizio Spasiano morto sul lavoro a 19 anni per 500 euro, la lettera della madre: “È stata negligenza”

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Patrizio Spasiano
Chiede verità la famiglia di Patrizio Spasiano, morto a 19 anni mentre era impegnato in un tirocinio per cui guadagnava 500 euro al mese.

Patrizio Spasiano è morto sul lavoro senza sapere perché. Ma sapeva molto bene per cosa: 500 euro. Questa era la retribuzione del suo tirocinio. Un modo per professionalizzarsi, costruire un futuro con le sue mani. Quel futuro è sparito nel giro di poco tempo, mentre la sua famiglia di trovava all'esterno del luogo in cui è morto il 19enne: lo stabilimento Frigocaserta di Gricignano d’Aversa, nel Casertano. Una fuga di ammoniaca che non gli ha lasciato scampo. L'8 ottobre è una data che la sua famiglia aspetta da molto tempo, dal 10 gennaio 2025. L'udienza preliminare si terrà al Tribunale di Napoli Nord, il decreto fissa l'udienza in camera di consiglio alle ore 9:30. La madre di Patrizio, Simona Esposito, ha consegnato una lettera a Fanpage.it in cui ripercorre quanto accaduto e in cui chiede giustizia.

La lettera della madre di Patrizio Spasiano

Mio figlio Patrizio era un ragazzo per bene buono onesto. Anche se era cresciuto in un quartiere difficile aveva capito l'importanza di imparare un mestiere quando si lascia la scuola troppo presto. Lui ci credeva in questo nuovo percorso, era convinto che questo sarebbe stato il suo mestiere, quello con cui costruire il suo futuro.

Il suo tirocinio valeva 500 euro mensili. La storia di Patrizio può rappresentare in pieno tutto ciò che di sbagliato esiste nel mondo del lavoro che ci circonda. Non c'è alcuna cultura né mezzi per fare rispettare le regole e le norme sulla sicurezza sul lavoro. Basta dire che mio figlio sarebbe vivo se solo qualcuno semplicemente avesse vietato il solo accesso in quel capannone.

Noi non possiamo rassegnarci a questo dolore, a quello che ha subito mio figlio una morte orribile crudele e ingiusta. Spero che la storia di mio figlio possa scuotere le coscienze di tutti perché lì sopra ci poteva essere chiunque altro al suo posto. C'è un problema grave, un rischio per tutti quando la mattina si esce per andare a lavoro.

Mio figlio non è morto per fatalità, è morto per negligenza per non osservanza delle regole ed è per questo che deve pagare, con pene severe, chi ha ucciso mio figlio.
Perché lui è stato ucciso e per evitare altre morti si dovrebbe introdurre il reato di omicidio sul lavoro così ci sarebbero le giuste pene, magari più timore per chi non rispetta le regole, più persone qualificate nei controlli.

A mio figlio è stata tolta la possibilità di avere un futuro, niente può colmare questo dolore, ma almeno la sua morte possa avere un senso. Lottare per altri ragazzi come lui, per ogni lavoratore, lavoratrici, un cambiamento per una società in piena emergenza.

Noi speriamo nella giustizia, lotteremo per questo. Spero che rimanga impresso il sorriso di mio figlio e che tutti vogliano lottare insieme a noi chiedendo Giustizia e Verità per Patrizio Spasiano.

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