“A 51 anni vivo da mia madre con 800 euro al mese: ora rinuncio anche alle visite mediche”

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La lettera di Maria, dall’Irpinia, a Fanpage dopo il licenziamento: “Non voglio sopravvivere, io voglio lavoro e dignità”

Stai affrontando anche tu le conseguenze del caro vita, tra bollette alle stelle e uno stipendio che non basta mai? Raccontaci la tua storia, le difficoltà quotidiane o le rinunce a cui sei costretto di fronte all'aumento inarrestabile dei prezzi. Scrivi a segnalazioni@fanpage.it per inviare la tua testimonianza o compila questo form.

La testimonianza di Maria, 51 anni, di Monteforte Irpino, in provincia di Avellino, che ha scritto a Fanpage.it dopo aver letto la lettera di Iole, la lettrice piemontese di 60 anni tornata a vivere con l'anziana madre per far fronte al costo della vita. Maria ha dovuto fare la stessa scelta, con quasi dieci anni in meno. Alla fine del 2024 è stata licenziata dopo 11 anni di lavoro, durante i quali si è anche rotta quattro costole. Pochi mesi dopo il nuovo datore di lavoro del compagno, un amico di famiglia, ha smesso di pagarlo. Dal novembre del 2025 la coppia vive a casa della madre di lei, insieme ai due cani: doveva essere una sistemazione provvisoria, il tempo di mettere qualcosa da parte. È passato un anno, con un part-time da 18 ore e 800 euro al mese, e i risparmi non sono mai arrivati. «Mi trovo a dover scegliere a cosa rinunciare, e soccombe la salute».

Ho letto il vostro articolo sulla donna di 60 anni tornata a vivere con la madre. Beh, io a 51 anni ho dovuto fare la stessa scelta. Dopo 11 anni di lavoro stressante, durante i quali mi sono pure rotta quattro costole, mi hanno licenziata con la solita bugia del poco lavoro. Era la fine del 2024.

A marzo del 2025 il mio compagno cambia lavoro, ma il nuovo datore, che era anche un nostro amico, ormai ex, non lo paga. E così il primo novembre siamo costretti ad andare a vivere da mia madre con i nostri due cani. Doveva essere una situazione momentanea, per cercare di risparmiare qualcosa senza i costi di una casa. Ma i prezzi sono alle stelle e c'è un lavoro, il mio, da 800 euro al mese, part-time di 18 ore. È un anno che siamo qui. Ovviamente senza essere riusciti a risparmiare nulla. C'è qualcosa di sbagliato in questa società: si lavora senza poter vivere. Alla mia età, qui al Sud, trovare lavoro è quasi impossibile.

Che dire? Sono cresciuta negli anni Ottanta, quando ai ragazzi si prospettava un futuro meraviglioso, mentre intanto si sperperavano i soldi per il mio futuro e per quello dei giovani adulti e dei ragazzi di oggi.

Siamo una nazione con meraviglie naturali, d'arte e di storia da far invidia a tutto il mondo, eppure arranchiamo economicamente e si distruggono il presente e il futuro. Sono arrabbiata e afflitta, perché non voglio sopravvivere. Io voglio lavoro e dignità. E invece ogni giorno lotto con un caro vita impressionante e uno stipendio insufficiente.

Da giovane ho vissuto da precaria, senza la possibilità di comprare casa e di fare figli. E ora, da adulta, nonostante abbia lavorato una vita, mi trovo a dover scegliere a cosa rinunciare. E soccombe la salute: rinuncio alle visite mediche. Intanto subisco la critica sociale, e anche la mia, e perdo ogni giorno un pezzettino della mia dignità.

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