A Napoli prezzi aumentati ai supermercati e gasolio a 2,7 euro dopo il blocco dei tir

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I prezzi di venerdì 23 ottobre 2026
Prezzi aumentati nei supermercati a Napoli dopo il blocco dei tir, mentre si registrano rincari anche per benzina e gasolio ai distributori.

A Napoli prezzi aumentati nei supermercati e gasolio fino a 2,7 euro al litro nelle pompe servite, oggi, venerdì 23 ottobre, dopo il blocco dei tir. I rincari sono scattati già di prima mattina, quando sono ripartiti i rifornimenti di carburante nei distributori e i camion sono tornati a rifornire i punti vendita. Folla e ressa ai supermercati con gli scaffali che si sono svuotati in pochi minuti. Alcuni prodotti sono risultati quasi introvabili. Il caro prezzi ha investito soprattutto i benzinai. Tra Fuorigrotta e Pianura, quartieri dell'area nord di Napoli, il gasolio è arrivato a 2,699 euro al litro, come segnalato dagli automobilisti e come certifica anche l'Osservaprezzi Carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Stessi prezzi anche in diverse pompe di benzina a Scafati, nel Salernitano, e a Santa Maria Capua Vetere, nel Casertano.

La benzina schizza a 2,5 euro al litro nel Napoletano

Mentre la benzina oggi è arrivata anche a 2,5 e 2,4 euro al litro (servito), con un rincaro anche di 20-30 centesimi, rispetto all'inizio della settimana, prima delle proteste dei camionisti. Lunedì la benzina viaggiava sui 2 euro alle pompe self e 2,2 euro alle servite, mentre il gasolio era tra i 2,3-2,4 euro al litro.

Non c'è nessun reato, è bene precisare, sull'aumento dei prezzi. Si opera, infatti, nel mercato libero, dopo le liberalizzazioni volute negli scorsi anni da parte dei vari Governi che si sono succeduti, ogni distributore può fissare il suo prezzo. Il rischio della speculazione dovrebbe essere mitigato dalla legge della concorrenza: è chiaro che se si aumenta il prezzo a dismisura, il cliente andrà da un altro distributore. Ma in periodi eccezionali come quello di questi giorni è possibile anche che si giochi sulla estrema necessità.

Stanotte corsa con le taniche ai distributori per il pieno

Stanotte, dopo due giorni di distributori chiuse, non appena si è sparsa la voce dei primi rifornimenti di carburante con le autocisterne, grazie alla mediazione della prefettura, alle pompe sono arrivate decine di persone con le taniche, perché le auto erano a secco e non potevano muoversi. Non è escluso, poi, che qualcuno con riserve stipate in deposito possa aver giocato sulla protesta per aumentare i ricavi, chiudendo il distributore un giorno e riaprendo poi a sorpresa quando la domanda era alta, aumentando il prezzo.

Rincari anche nei supermercati

Caro prezzi anche nei supermercati, dove, come detto, i banconi appena riempiti si sono svuotati in pochissimo tempo. All'esterno le guardie giurate hanno regolato le file per evitare la ressa. I prezzi sugli scaffali hanno registrato comunque un aumento, con i pomodorini schizzati in alcuni casi attorno ai 10 euro al chilogrammo. Prezzi aumentati anche per biscotti e altri prodotti di largo consumo. Un pacco di riso comune è arrivato a 4 euro.

La corsa dei prezzi potrebbe proseguire anche nei prossimi giorni, seguendo la crescita dell'inflazione che già a settembre ha segnato un'impennata con +4,2% su base annua. Tra le principali criticità degli ultimi mesi, infatti, c'è stato il mancato aggiornamento delle tariffe da parte delle ditte di autotrasporto, che erano in attesa dei soldi del decreto del Governo, in particolare al Sud. Se dovessero aumentare le tariffe, nei prossimi mesi si potrebbe registrare una ulteriore crescita dei prezzi, legata alla lunga filiera.

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