Esenzioni ticket sanitari negate ai poveri per piccoli debiti, Borrelli e Ceparano: “La salute viene prima dei soldi”

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Il caso dei ticket sanitari bloccati a chi ha un debito anche piccolo con l’Asl in consiglio regionale in Campania. Interrogazione di Carlo Ceparano (Avs) in commissione Sanità. Il parlamentare Borrelli: “La burocrazia deve avere un volto umano”

Il caso delle esenzioni ticket sanitari bloccate ad anziani e poveri a causa di debiti anche piccoli con le Asl sollevato da Fanpage.it finisce in consiglio regionale. Il tema è al centro di una interrogazione presentata da Alleanza Verdi-Sinistra. "Siamo davanti a un corto circuito intollerabile – dichiarano il parlamentare Francesco Emilio Borrelli e il consigliere regionale Carlo Ceparano, vicepresidente V Commissione Permanente Sanità e Sicurezza Sociale – generato dall'applicazione cieca di una norma nata in costanza di Piano di rientro. Oggi, con la Campania ufficialmente fuori dal commissariamento sanitario, questa delibera non ha più alcuna ragione d'essere in questa forma punitiva e speculativa. Non si può fare cassa sulla pelle dei pensionati che non hanno le risorse economiche per ricorrere alle visite private. Basta con la scure della Delibera 191 sulle fasce deboli. Subito franchigia e stop al blocco delle esenzioni per debiti irrisori o inesistenti".

Interrogazione di Avs sull'esenzione ticket sanitaria

In una interrogazione firmata dal gruppo consiliare Alleanza Verdi e Sinistra vengono chiesti alla Direzione Generale Tutela della Salute chiarimenti sul funzionamento del sistema informativo "bollino rosso" previsto dalla Delibera di giunta regionale 191/2023. "La richiesta – si legge nel documento – nasce a seguito di alcune segnalazioni e di casi recentemente rappresentati, dai quali emergerebbe la possibilità che alcuni utenti risultati debitori nei confronti del Servizio Sanitario Regionale possano incontrare difficoltà nell'accesso a prestazioni sanitarie necessarie, anche in conseguenza della sospensione dell'esenzione per reddito".

Tra i vari casi emersi in questi mesi quelli di due anziani pensionati, uno a Torre del Greco e una a Portici, privati del diritto alle cure mediche essenziali a causa del famigerato "bollino rosso" informatico delle Asl. È l’effetto della Delibera Regionale 191 del 2023, che blocca l’esenzione del ticket sanitario per motivi di reddito a chiunque risulti avere un debito pregresso con il sistema sanitario campano, anche se minimo o del tutto infondato.

Il primo caso, sollevato da un'inchiesta giornalistica di Fanpage.it, riguarda un'anziana ottantenne di Portici, bloccata nelle cure per un presunto debito risalente addirittura al 2011, a fronte di una pensione di soli 700 euro al mese. Una vicenda speculare riguarda un settantenne di Torre del Greco che vive esclusivamente con la pensione sociale. L'uomo si è visto bloccare dall'Asl Napoli 3 Sud l'esenzione necessaria a effettuare le visite propedeutiche per un delicato intervento di cataratta. Il blocco è scattato per un presunto debito di appena 220 euro relativo agli anni 2017-2018, generato in realtà da un mancato aggiornamento dell'anagrafe regionale sulla variazione del suo nucleo familiare. Nonostante l'Asl avesse già riconosciuto l'errore informatico in passato, al momento del rinnovo per il 2026 il sistema ha riattivato il blocco in automatico, costringendo il paziente a rivolgersi ad Assoutenti e al Difensore Civico.

Avs: "Basta con le esenzioni negate a poveri e anziani"

"Pur comprendendo le esigenze di controllo e recupero delle somme eventualmente dovute al Servizio Sanitario Regionale – scrive Ceparano nell'interrogazione – appare necessario chiarire quali siano le modalità applicative del sistema e quali garanzie siano previste affinché eventuali situazioni debitorie non determinino ostacoli all'accesso a cure necessarie, soprattutto nei casi di particolare fragilità, bisogno sanitario o urgenza. In particolare, si chiede di conoscere: i criteri che determinano l'attribuzione del "bollino rosso" e le condizioni che ne comportano l'attivazione; gli effetti concreti del blocco sull'accesso alle prestazioni sanitarie, sulle prescrizioni dei medici di medicina generale e sulle procedure di prenotazione; le modalità attraverso cui il cittadino viene preventivamente informato della propria posizione debitoria e delle conseguenze derivanti dall'applicazione del sistema; le procedure previste per consentire la verifica della posizione, l'eventuale contestazione di somme non dovute, la regolarizzazione e la successiva rimozione del blocco; quali specifiche tutele siano previste per garantire comunque l'accesso alle prestazioni sanitarie indispensabili nei casi di necessità, urgenza o particolare vulnerabilità dell'assistito. I chiarimenti richiesti – conclude – sono finalizzati ad acquisire un quadro più completo del funzionamento del sistema, verificandone l'applicazione uniforme sul territorio regionale e valutando eventuali profili di criticità che possano incidere sul diritto costituzionalmente garantito alla tutela della salute".

Borrelli: "Serve una burocrazia dal volto umano"

Per Francesco Emilio Borrelli (Avs), "la burocrazia deve avere un volto umano, specie quando si parla di salute – conclude il deputato Francesco Emilio Borrelli –. È assurdo che per recuperare poche centinaia di euro, la cui esattezza è tutta da dimostrare, si blocchino interventi urgenti come quello della cataratta a Torre del Greco. Se la macchina amministrativa e i sistemi informatici della Regione non si allineano e sbagliano a incrociare i dati, non può e non deve essere il cittadino più debole a pagarne le conseguenze rinunciando a curarsi".

"Il meccanismo del ‘bollino rosso' – conclude il consigliere regionale Carlo Ceparano – toglie di fatto ai medici di base la possibilità materiale di prescrivere esami vitali sulla piattaforma informatica. Come vicepresidente della Commissione Sanità chiederò l’audizione immediata dei vertici delle Asl coinvolte e della Direzione Generale della Salute. Presenteremo una mozione urgente in Consiglio Regionale per chiedere alla Giunta una modifica radicale della delibera 191: serve una franchigia minima sotto la quale non possa mai scattare il blocco, l'esclusione totale dal provvedimento per chi percepisce pensioni sociali o minime, e il congelamento della sanzione qualora il cittadino contesti formalmente il debito".

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