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In Polonia hanno un nome per il sistema delle targhe polacche a Napoli: “Truffa Neapolski”

In Polonia si è diffusa la definizione giornalistica “truffa neapolski” per indicare quella dietro la diffusione delle targhe polacche a Napoli; i cittadini temono aumenti dell’assicurazione auto.
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A cura di Nico Falco
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Sui media polacchi hanno anche inventato un nome: "Przekręt neapolski", un gioco di parole traducibile come "truffa napoletano-polacca". Può sembrare una notizia di colore, in realtà il problema è serio: la diffusione delle targhe polacche a Napoli, con sistemi spesso poco chiari, ai limiti dell'illegalità o nettamente illegali, sta avendo ripercussioni sui cittadini polacchi, che temono di vedersi aumentare le tariffe della RCA a causa di questo fenomeno. Anche se, a Napoli, qualcuno già dice che "il gioco si è rotto": con le indagini Polacche, e gli arresti, la nuova frontiera per ripetere lo stesso schema sembra essere la Repubblica Ceca.

L'origine della truffa, viene ricostruito in diversi articoli polacchi, è nel costo che i cittadini napoletani devono sostenere per l'assicurazione di auto e scooter: si parla di "tariffe assurde" aggiungendo che "non c'è da stupirsi" se qualcuno cerca una soluzione. La cifra citata è di 1.500 euro all'anno, anche se in realtà per uno scooter è probabile che si parta dai duemila e oltre per la sola RCA. E poi vengono confrontate le somme: in Polonia un'auto si assicura con 600-700 zloty (circa 150 euro, meno di un decimo). E così, proseguono i giornali, molti hanno deciso di procurarsi una targa polacca. Il sistema è quello ben noto: il veicolo viene intestato a una società polacca, che ne diventa la proprietaria e lo noleggia all'ormai ex proprietario. Secondo

I problemi nascono quando queste pratiche sfociano nell'illegalità: le automobili e gli scooter non vengono mai spostati fisicamente, così come prevede la prassi, ma in Polonia ci arrivano soltanto i documenti e l'immatricolazione viene fatta sulla base di quelli; allo stesso modo, anche le revisioni restano solo sulla carta, facendo quindi circolare veicoli non controllati. Una situazione ben nota, su cui stanno indagando anche le autorità polacche: a marzo sono scattati gli arresti per diversi periti che, secondo le indagini, facevano parte di una società che avrebbe fornito targhe polacche ad agenzie italiane e avrebbe falsificato 1.500 revisioni.

E c'è anche un altro aspetto, da tenere conto, e anche questo evidenziato sui media locali: spesso le agenzie che fanno da tramite non stipulano davvero una RCA ma forniscono certificazioni false, di conseguenza il cittadino napoletano che si è rivolto a loro scoprirà al momento di un incidente di non essere assicurato e, oltre alla sanzione, dovrà farsi carico di tutte le spese.

Il sito Bezprawnik.pl, uno dei portali polacchi più autorevoli dedicati al diritto e alla protezione dei consumatori, riporta le stime sulla presenza di targhe polacche a Napoli per il periodo 2024-2025: tra 35mila e 40mila, su un totale di 53mila auto con targa straniera in Italia. E l'articolo, firmato dal redattore Piotr Janus, spiega anche le conseguenze per i cittadini locali: "Gli incidenti a Napoli, una città con un traffico caotico e un alto rischio di furti e collisioni, generano richieste di risarcimento ingenti. I costi dei risarcimenti vengono poi ripartiti sull'intero portafoglio assicurativo polacco. Di conseguenza, il rapporto sinistri/premi per l'intero mercato aumenta e le compagnie assicurative alzano i premi per tutti".

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