Targhe polacche senza assicurazione, partono 500 azioni legali in Italia: nel mirino anche i conducenti

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A cura di Nico Falco
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L’Ufficio Polacco degli Assicuratori Automobilistici (PBUK) ha avviato 500 azioni di rivalsa, davanti a tribunali italiani, per incidenti causati da auto immatricolate in Polonia e prive di assicurazione.

Gli automobilisti che hanno fatto ricorso alle targhe polacche per risparmiare sull'assicurazione potrebbero presto risponderne in tribunale: l'Ufficio Polacco degli Assicuratori Automobilistici (PBUK) ha avviato circa 500 azioni legali per recuperare le somme versate in relazione a richieste di risarcimento derivanti da incidenti causati in Italia da conducenti di veicoli non assicurati immatricolati in Polonia. Il fenomeno è strettamente legato a quello delle targhe polacche e dei finti noleggi: spesso le società che si occupano di immatricolare la vettura in Polonia non stipulano realmente una Rc Auto, ma forniscono documentazione falsa, così che il conducente, convinto di essere in regola, è invece scoperto.

A confermare a Fanpage.it l'avvio delle azioni legali è Mariusz Wichtowski, Presidente del Consiglio di amministrazione PBUK, che traccia i contorni del fenomeno: "Tra il 2021 e il 2025, il numero di richieste gestite e liquidate per incidenti avvenuti in Italia è aumentato di quasi 17 volte, mentre l'ammontare complessivo dei risarcimenti versati è cresciuto di quasi 10 volte. La quota delle richieste relative all'Italia sulla spesa complessiva del PBUK è passata da circa il 10% al 44%".

In pratica, il PBUK, nella sua funzione di Ufficio di Garanzia, si è ritrovato, nel giro di quattro anni, uno scenario che sembra quello di una emigrazione di massa verso l'Italia. Nei fatti, la realtà è chiaramente diversa: si tratta di veicoli che sono sì immatricolati in Polonia, ma che vengono abitualmente utilizzati in Italia perché i conducenti, dopo averli venduti ad una società polacca, li utilizzano come noleggio. Una pratica di per sé legittima, che, però, sfocia ampiamente nell'illegalità: la vendita è soltanto formale e finalizzata a risparmiare, l'auto non arriva mai fisicamente in Polonia e la revisione viene effettuata soltanto sulla carta, con ripercussioni anche sulla sicurezza.

"Nel 2025 – prosegue Wichtowski a Fanpage.it – il PBUK ha registrato 3.188 nuove richieste relative a incidenti causati all'estero da veicoli non assicurati immatricolati in Polonia, rispetto alle 1.574 dell'anno precedente. Il valore dei risarcimenti versati per tali casi è ammontato a 11 milioni di euro nel 2025, contro i 6 milioni dell'anno precedente. Una parte molto significativa di questo aumento è riconducibile agli incidenti avvenuti in Italia".

Si arriva così alle 500 azioni legali. Che sono state avviate in Italia, quindi davanti ad un tribunale italiano. E che non riguardano soltanto la società formalmente titolare del veicolo: "sono rivolte nei confronti delle persone e delle entità responsabili dei danni", e questo significa che, in caso di assicurazione irregolare, l'azione di rivalsa può riguardare anche il conducente.

Tra le altre misure avviate dal PBUK, una collaborazione stretta e diretta con l'UCI – Ufficio Centrale Italiano, ovvero l'Ufficio Nazionale di Assicurazione per i veicoli a motore in circolazione internazionale: "È stato istituito – aggiunge Wichtowski – un apposito canale per lo scambio rapido di informazioni, utilizzato, tra le altre cose, per verificare lo stato assicurativo dei veicoli, scambiare informazioni sui sinistri e individuare schemi ricorrenti di attività, oltre a soggetti che potrebbero essere coinvolti nell'organizzazione del sistema".

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