Epatite A, 89 casi a Caserta con 22 ricoverati, 16 negli ultimi 10 giorni, ci sono anche bimbi: “Vaccinate”

"Sono 89 i casi di Epatite A nella provincia di Caserta da quando è iniziato il contagio, con 22 ricoverati in ospedale. Altri 56 sono stati dimessi, mentre 11 stanno facendo terapia domiciliare. Tra i contagiati ci sono anche bambini. Tra i comuni più colpiti quello di Cellole, dove abbiamo avuto un maggior numero di casi". A parlare a Fanpage.it è Antonio Limone, direttore generale dell'Asl di Caserta, che ha attivato subito i protocolli di prevenzione per arginare il rischio di contagio da virus Hav. Negli ultimi 10 giorni sono stati accertati 16 casi di Epatite A, ma rispetto al picco registrato a marzo, dopo Pasqua "l'andamento dei contagi è rallentato – precisa Limone – la diffusione della malattia adesso avviene per lo più tra infetti, non è di origine alimentare". Tuttavia, è ancora presto per dire che il focolaio si è spento, perché l'incubazione del virus dell'Epatite A è lunga e i sintomi possono comparire dopo 3-4 settimane.
Direttore, il focolaio di Epatite A è ancora in corso?
Sì, abbiamo 89 casi totali dall'inizio del focolaio, con 22 persone ancora ricoverate attualmente. Dall'11 aprile ad oggi in tutto 16 nuovi casi.
Come si sono contagiati?
In maggioranza attraverso il consumo di alimenti contaminati. Sono stati individuati i cibi incriminati: mitili, quindi cozze soprattutto, mangiati crudi, verdure e frutti rossi di bosco. Se non cotti questi alimenti possono trasmettere l'Epatite A. Pochi ricordano, forse, che nel 2014 tramite dei mirtilli importati congelati dalla Cina si diffuse un cospicuo focolaio di Epatite A. Un'altra parte di contagi sta avvenendo in famiglia. Il virus Hav si trasmette anche da persona a persona per via oro-fecale. Se sai che hai l'epatite, perché ne hai i sintomi, come la sclera dell'occhio, l'epidermide gialla, spossatezza, scarsa reattività fisica, e il contagio viene accertato da un esame diagnostico in ospedale, devi stare attento a non contagiare gli altri.
Ci sono casi gravi al momento?
No, nessuno è grave. Per fortuna, sono tutti gestibili. L'Epatite A è una patologia che può essere gestita anche a domicilio, se non ci sono fattori di rischio, come la comorbidità. La presenza di patologie pregresse. L'Epatite A in una persona già epatopatica può portare complicanze. Durante la terapia domiciliare ovviamente bisogna fare attenzione ad osservare un'alimentazione adeguata, stare a riposo. La cosa più importante è non contagiare i propri familiari e quindi adottare tutte le dovute precauzioni.
Quali?
Avere una buona igiene delle mani. Sanificare i servizi igienici in famiglia dopo l'uso, avere l'uso esclusivo degli asciugamani.
Che altro?
Il vaccino è un presidio efficace contro la diffusione della malattia. Purtroppo, riscontriamo resistenze da parte della popolazione che a nostro avviso non hanno ragion d'essere. Ad Orta di Atella abbiamo avuto un bimbo minore di 10 anni infettato in famiglia. Nessun focolaio nella scuola, ma abbiamo promosso comunque una campagna di vaccinazione nella platea scolastica per contrastare l'eventuale diffusione del contagio.