Epatite A a Napoli

Epatite A, i Nas nelle pescherie di Napoli, Caserta e Salerno: sequestrati quintali di ostriche e vongole

Controlli in diverse province della Campania nella filiera ittica per scongiurare il rischio di Epatite A: multe e sequestri in ristoranti e pescherie.
A cura di Giuseppe Cozzolino
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Raffica di operazioni in tutta Italia contro il rischio di Epatite A da parte dei carabinieri del Nas. Anche in Campania sono state messe a setaccio pescherie, supermercati e aziende ittiche nelle province di Napoli, Caserta e Salerno. Diversi i quintali di ostriche e vongole, pesce di vario genere sequestrati da parte dei militari dell'Arma in diverse zone, e i controlli continueranno anche nelle prossime settimane, non solo in Campania ma in tutta Italia.

A Caserta, i carabinieri del Nas sono intervenuti presso un centro di spedizione molluschi: qui, i militari dell'Arma hanno disposto il blocco sanitario di 270 chili di ostriche concave di importazione francese, dopo aver scoperto che la merce proveniva da una ditta priva di registrazione presso gli Uffici Veterinari per gli Adempimenti Comunitari, nonché sprovvista delle autorizzazioni per l'introduzione nel territorio nazionale di molluschi bivalvi vivi. Non è andata meglio a Salerno, dove in una pescheria sono stati sequestrati 3 quintali di pesce sott'olio (alici, tonno e pesce pilota) e 50 chili di pesce congelato privi di tracciabilità. In un'altra pescheria, invece, sono stati sequestrati 45 chili tra vongole, telline e tartufi di mare in contenitori non idonei e i acqua sconosciuta, con multe per 2.500 euro all'attività.

Diversi i controlli anche a Napoli. In una pescheria all'interno di un supermercato è stata sospesa la linea di lavorazione e la cella frigorifero per gravissime non conformità igienico-sanitarie, mentre un macchinario per il ghiaccio privo dei requisiti minimi è stato bloccato. Sequestrati anche 30 chili di pesce, con multe per i titolari pari a 4.500 euro. Inoltre, i titolari di 4 ristoranti sono stati segnalati per l'assenza delle procedure HACCP e per la somministrazione di pesce non tracciato. Infine, sono stati sequestrati 55 chili di molluschi bivalvi vivi di origine sconosciuta, immersi in acqua di provenienza ignota, e sono scattate multe per 7.500 euro.

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