Cos’è la tecnica della marmotta esplosiva per sfondare i bancomat. Aumentano i casi in provincia di Napoli

Continuano i colpi ai bancomat a suon di "marmotte" esplosive. Una tecnica sempre più utilizzata dai malviventi per "sventrare" gli ATM e portarseli via per poi "lavorarseli" con calma. Ma non mancano casi in cui l'esplosione sia talmente forte da distruggerlo sul posto, talvolta danneggiando perfino il resto dell'edificio. Tra Napoli e provincia i colpi iniziano a diventare sempre più frequenti: da novembre ad oggi, i colpi sono già in doppia cifra. Anche se talvolta, dopo il "botto", i ladri non sono riusciti a scappare con lo sportello. Stamattina, mercoledì 4 febbraio, l'ultimo caso ad Agerola: banditi in fuga verso i Monti Lattari con il malloppo.
La marmotta esplosiva non ha molto a che vedere con il simpatico roditore che popolava durante l'era glaciale tutta l'Europa e che oggi è rintanato per lo più sulle Alpi o comunque nei luoghi dove il freddo la fa da padrone. Salvo che per due sole cose: il "fischio" una volta attivata la miccia, che ne ricorda il verso, e la sua struttura, simile a quella della marmotta che si rifugia nella tana.
In termini pratici, consiste in una lastra di ferro su cui viene fissato un congegno esplosivo, che viene così infilato a forza in una delle fenditure degli sportelli ATM, quasi sempre quello dell'emissione delle banconote. Una volta dentro, l'esplosivo viene fatto detonare, sventrando il bancomat e, a seconda dell'esplosivo, spesso danneggiando anche gli altri arredi e le mura dell'edificio.
I casi sono in netto aumento nell'ultimo periodo, soprattutto tra Napoli e provincia: stamattina, attorno alle 4, una esplosione presso la Banca di Credito Popolare di Viale della Vittoria di Agerola è solo l'ultimo caso. Non ci sono stati feriti, ma il danno è ancora da quantificare. Nei giorni scorsi, a Pozzuoli, un colpo simile aveva fruttato 300mila euro ai ladri. Non sono mancati anche casi eclatanti come quello di Nola, dove l'esplosione è stata talmente forte da danneggiare anche una sala bingo di fianco alla banca.
Ed ancora: la filiale della Banca Nazionale del Lavoro di via Passariello a Pomigliano d'Arco, dove però i ladri non sono riusciti a scappare via con l'ATM, così come ad Ottaviano ad inizio anno. Senza contare i colpi di fine dicembre, in concomitanza con le feste e con il mirino su ATM di banche e poste.