B&B a Napoli, il consiglio decide oggi sui nuovi limiti alle aperture: scontro con i gestori

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In consiglio comunale la delibera sulla variante per case vacanze e B&B a Napoli col tetto del 30 per cento per palazzo. Proteste dei gestori.

Arriva in consiglio comunale la variante urbanistica sui B&B a Napoli con nuove regole e limitazioni come il tetto del 30 per cento per palazzo e l'obbligo del cambio di destinazione d'uso dell'immobile, come anticipato da Fanpage.it. Il sindaco Gaetano Manfredi con una nota del 10 settembre scorso ha chiesto all'ufficio di presidenza di discutere la delibera urgentemente domani, lunedì 14 settembre, avvalendosi dell'articolo 40 dello Statuto. La trattativa con le associazioni extralberghiere durava da oltre un anno. Ad aprile la giunta aveva approvato le ultime modifiche, accogliendo alcune controdeduzioni e sono stati raccolti tutti i pareri degli enti competenti. Ma è scontro con i gestori, in particolare per le modalità di discussione di una delibera così importante presentata in extremis. "Siamo sconcertati – commenta  Mario Morra, referente AIGAB Campania – si accelera su un provvedimento ideologico".

La nuova delibera nasce per salvaguardare l'offerta abitativa nel centro storico e contro la turistificazione. Il punto di partenza è la cosiddetta legge Salva Casa, la legge 105 del 2024 che ha fissato nuove direttive per i cambi di destinazione d'uso. In particolare. Nello specifico, il Decreto ha modificato l’articolo 23 ter del DPR 380/2001 al fine di “agevolare i mutamenti di destinazione d’uso” sia
all’interno della stessa categoria funzionale (mutamenti di destinazione d’uso orizzontali) che tra categorie funzionali diverse (mutamenti di destinazione d’uso verticali).

I commi 1bis e 1ter del suddetto articolo disciplinano che il cambio di destinazione d'uso per le singole unità immobiliari è sempre ammesso “ferma restando la possibilità per gli strumenti urbanistici comunali di fissare specifiche condizioni”. Il Comune di Napoli, "riconoscendo la necessità di garantire la complessità sociale e funzionale che ha sempre caratterizzato il centro storico di Napoli e di ricercare equilibri sostenibili tra le varie tipologie di offerta ricettiva e quella abitativa, si ravvisa l’urgenza di introdurre limitazioni ai mutamenti di destinazione d’uso, sia orizzontali che verticali, altrimenti indiscriminatamente consentiti dal decreto Salva Casa.

Le novità della variante urbanistica

Ma quali sono le novità della variante al Prg? In primo luogo, l'obbligo di cambio di destinazione d'uso per chi ha un B&B o una casa vacanze. Vengono introdotte le sottocategorie omogenee che articolano le categorie urbanistiche “abitazioni di tipo residenziale” (a) e “attività per la produzione di servizi” (c). In particolare, per quanto riguarda la residenza, è introdotta una distinzione tra le abitazioni ordinarie (a1), le abitazioni assimilabili a strutture ricettive extralberghiere (a2) e le abitazioni specialistiche e collettive (a3); per quanto riguarda, invece, la produzione di servizi, è prevista una sottocategoria specifica che distingue le “attività ricettive alberghiere ed extralberghiere” (c2) dalle restanti attività (c1).

La tutela del centro storico dall'over tourism

Vengono poi individuate le “specifiche condizioni per i cambi di destinazione d’uso”. Viene aggiornato l'articolo 3 (Elaborati costitutivi) con l’integrazione della tavola “7a centro storico, area di salvaguardia dell’offerta abitativa ordinaria”, che individua un’area del centro storico da
assoggettare a regolamentazione per l’utilizzo del patrimonio edilizio residenziale a scopo turistico. Per tutelarlo dall'over tourism.

Infine, il dispositivo individua delle soglie di compatibilità fissando, in percentuale, la superficie minima necessaria da destinare alla residenza di tipo ordinario, oltre la quale non è possibile introdurre attività di tipo turistico in ambito residenziale. La soglia individuata, in prima analisi corrispondente al 70% della superficie “abitativa” del singolo edificio, è applicata ad un’area “di regolamentazione”, che corrisponde sostanzialmente all’area dei Decumani e ai quartieri immediatamente adiacenti.

Ad aprile, come detto, a seguito delle controdeduzioni presentate dalle associazioni di categoria, il Comune ha deciso di includere anche le attività di B&B imprenditoriali nelle limitazioni introdotte dalla Variante (soglia minima) contrariamente a quanto previsto nella proposta iniziale.

La rabbia dei gestori: "Sconcertati"

Ma lo sprint delle ultime ore non è piaciuto ai gestori, come sottolinea Mario Morra, referente AIGAB Campania: "Siamo sconcertati. Ricostruiamo i fatti. Il 4 settembre la Giunta approva la Deliberazione n. 374, che propone al Consiglio l'approvazione della variante urbanistica sul centro storico: la norma che introduce la soglia del 70% di residenzialità e limita al 30% gli usi turistici in ogni edificio del centro storico Unesco. Dal 4 settembre a oggi — dieci giorni — sulla pagina istituzionale del sito del Comune non compare nulla. Nei giorni scorsi il Sindaco Manfredi chiede e ottiene l'iscrizione d'urgenza del punto al Consiglio Comunale convocato per domani, 14 settembre, e per martedì 15".

"E adesso – prosegue – alla vigilia del voto, sulla pagina istituzionale della seduta pubblicata sul sito del Comune, il punto continua a non esserci: trentadue argomenti in agenda, nessuno riferito alla variante affitti brevi, alla salvaguardia dell'offerta abitativa, al centro storico. Se per vendere un paio di scarpe online un piccolo commerciante deve pubblicare una nota informativa al consumatore, non si capisce come una norma che incide sul reddito di tante famiglie napoletane possa arrivare al voto senza che il Comune abbia informato i cittadini sul proprio canale ufficiale. Rispondere che ‘è sull'Albo Pretorio' non basta: quella è pubblicità legale, non informazione al pubblico. Sono due cose diverse, e sono entrambe dovute".

"E trovo francamente assurdo che il dibattito pubblico di queste ore si stia concentrando sul rischio di ‘imboscate' in Aula, come si legge sui giornali. L'unica imboscata vera, in questa vicenda, la stanno subendo i cittadini di Napoli: gente a cui si decide del reddito e della casa senza che nessuno glielo abbia comunicato sul canale istituzionale del Comune, e che apprende dai giornali di una norma iscritta d'urgenza pochi giorni prima del voto. Le imboscate temute in Consiglio sono discussioni tra maggioranza e opposizione: quella è politica, si chiama democrazia. L'imboscata vera è verso chi non può nemmeno partecipare al dibattito, perché non gli è stato detto che il dibattito c'era".

"Nel merito, questa variante si conferma per quello che è: un provvedimento ideologico, costruito sull'idea che il turismo sia il problema e che colpire chi affitta sia la soluzione. Non lo è. Il caro-affitti a Napoli ha radici molto più profonde della locazione breve, e a pagare il conto di questa impostazione non sono i grandi gruppi immobiliari — quelli si riorganizzano — ma i piccoli proprietari, le famiglie che affittano una stanza per arrotondare, le imprese di pulizie e l'indotto artigiano che vive del turismo. Un provvedimento che tocca tante persone, si prepara in mesi di studio, viene iscritto d'urgenza al Consiglio e poi lo si tiene fuori dall'agenda pubblica fino al giorno prima del voto: non è un dettaglio di trasparenza, è un modo di procedere che non rispetta i cittadini. E non ce lo aspettavamo da un'Amministrazione che si dice all'ascolto della città".

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