Napoli, il Comando di Polizia locale ha aperto un’indagine sui vigili giovani finiti in ufficio

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Il Comando di Polizia locale ha avviato un’indagine per capire quanti agenti lavorano in ufficio pur avendo meno dei 10 anni di anzianità in strada previsti dal regolamento.

Vigili giovani in ufficio e anziani in strada a dirigere il traffico. Il Comando di Polizia locale di Napoli, dopo la segnalazione del sindacato Cgil Fp, vuole vederci chiaro ed ha aperto una "indagine" per capire se ci siano state in questi anni possibili irregolarità. Si tratta di una ricognizione, è bene precisare, non di una inchiesta amministrativa, sulla mobilità del personale in forza presso i cosiddetti servizi "interni". In ufficio ci va di solito chi viene dispensato dal servizio in strada per motivi di salute. Ma, siccome il personale è poco, per colmare gli altri vuoti di organico, l'articolo 28 del regolamento dei caschi bianchi precisa che per stare in ufficio servano almeno 10 anni di servizio in strada.

L'articolo recita così: "1. Ai servizi interni, necessari per il regolare svolgimento dei compiti istituzionali, è addetto personale amministrativo nonché personale del Corpo, dispensato per motivi di salute dai servizi esterni. 2. In mancanza si procederà alla copertura dei posti vacanti con personale di maggiore anzianità (che abbiano effettuato servizio esterno per almeno 10 anni), che ne abbia fatto richiesta. Il numero del personale addetto ai servizi interni deve essere strettamente relazionato alle effettive esigenze".

A scattare la fotografia della situazione è una nota del Comandante Ciro Esposito inviata al sindaco Gaetano Manfredi, all'assessore alla Sicurezza, Antonio De Iesu, e ai massimi dirigenti del Comune di Napoli, dopo la segnalazione fatta dalla Cgil Fp. "L'area Sicurezza – scrive il Comandante – si suddivide in tre Servizi che impiegano in attività interne il "personale del Corpo, dispensato per motivi di salute dai servizi esterni". Tale contingente però non è sufficiente a soddisfare le effettive e stringenti esigenze amministrative che negli ultimi anni si sono arricchite di ulteriori funzioni quali, a titolo di esempio, accesso agli atti, trasparenza, ribaltamento dei costi ai privati, sistema di controlli interni, anticorruzione, verifiche su verbali e veicoli sequestrati, verifiche sull'applicazione degli istituti contrattuali".

L'indagine del Comando sugli agenti giovani in ufficio

Il Comando, quindi, si legge nel documento, dopo la segnalazione della Cgil Fp, ha avviato una ricognizione amministrativa: "Ha provveduto a richiedere a tutte le Strutture dipendenti se dal 1º gennaio ad oggi si sia verificato quanto lamentato e quali siano le state le determinazioni organizzative che hanno eventualmente reso necessario l'impiego interno di personale con meno di 10 anni di servizio, al netto di casi particolari come quelli stabiliti per legge come i periodi di maternità e/o allattamento".

"Difficile trovare agenti anziani disponibili per gli uffici"

Cosa ne è uscito fuori? "È emerso – prosegue la nota – che la gestione organizzativa messa in campo appare corretta anche alla luce della previsione regolamentare, nella considerazione che sostanzialmente Dirigenti e Funzionari responsabili hanno rappresentato quale motivazione delle loro scelte gestionali la carenza di personale, l'abbassamento dell'età media degli operatori e la contestuale difficoltà di individuare con interpelli interni operatori con maggiore anzianità da destinare a insopprimibili attività, tenuto anche conto delle scelte organizzative dell'Amministrazione comunale che ha destinato significative indennità pro capite per invogliare il personale al servizio esterno rispetto alle attività interne".

Il motivo, insomma, sarebbe di natura economica. Le indennità previste per il lavoro in strada renderebbero meno appetibile quello in ufficio, disincentivando il personale con maggiore anzianità. "Lo stesso art. 28 sopra richiamato – si legge – specifica altresì che il personale con oltre 10 anni di anzianità che ne abbia fatto richiesta può essere impiegato nei servizi interni. Di conseguenza costringere tali operatori al servizio interno strettamente relazionato alle effettive esigenze senza il loro assenso, facendogli perdere significative somme stipendiali integrative potrebbe generare malcontenti ed insoddisfazioni e determinare potenziali contenziosi con gli interessati e con le Organizzazioni sindacali che li rappresentano".

Dall'indagine svolta dal Comando, quindi, sarebbe emerso solo un caso di "grave episodio di violazione dell'Art. 28 del Regolamento del Corpo" che sarebbe avvenuto nel 2024, col quale veniva disposto il comando per un anno "e successivamente rinnovato" di due dipendenti della polizia locale di Napoli. L'episodio sarebbe stato segnalato già all'epoca dal Comando al Comune. "La movimentazione era avvenuta in violazione dell'art. 4 punto 2 della Legge 65/86" e in un caso "anche della previsione regolamentare di cui all'art. 28", in quanto il dipendente destinato "a servizi amministrativi interni (questo Comando ha infatti ritirato l'arma di ordinanza ad entrambe le dipendenti) era stata assunta da appena un anno".

Per quanto riguarda altre presunte anomalie che avrebbero coinvolto personale sindacale, all'indagine che si è concentrata sul periodo gennaio-agosto 2026, non sarebbero risultati casi del genere. Infine, il Comando precisa anche la sua posizione sul divieto di assegnazione degli agenti nella Municipalità di residenza, spiegando che "continuerà ad applicarla con correttezza, non in quanto mera applicazione burocratica ripetitiva di una previsione ma perché costituisce un serio presidio per la prevenzione di potenziali situazioni corruttive".

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