Bar e ristoranti a Chiaia e in centro a Napoli contro l’ordinanza movida: luci spente per 3 ore sabato sera

Bar e ristoranti del centro di Napoli spegneranno le luci per 3 ore sabato sera, 13 giugno, dalle 21 alle 24, in segno di protesta contro le ordinanze sulla movida del Comune. Il provvedimento firmato dal sindaco Gaetano Manfredi, infatti, ha imposto orari di chiusura anticipati entro l'una di notte – le 2,00 nel weekend – e di asporto alle 22,30 per le zone di via Cisterna dell'Olio, piazza del Gesù e dei Baretti di Chiaia per 4 mesi. Le ordinanze sono arrivate dopo le sentenze del tribunale che ha confermato il diritto al riposo dei residenti.
Protesta dei baretti da Chiaia ai Tribunali
Il Comune, intanto, sta lavorando alla delibera sulla movida che dovrebbe regolamentare gli orari per i pubblici esercizi in tutta la città e che è attesa per l'estate. I titolari dei baretti e dei ristoranti, però, chiedono maglie più larghe, per non desertificare i quartieri del centro. Sabato, in segno di protesta, molti locali spegneranno le luci esterne e accenderanno dei lumini funebri. All'iniziativa di protesta aderiranno le attività presenti in Piazza San Domenico Maggiore, Piazza Bellini, Via Mezzocannone, Via San Sebastiano, Via Costantinopoli, Piazzetta Nilo, Vico Quercia, Largo Banchi Nuovi, Via Santa Chiara, Via Palladino, Piazzetta Orientale e nel quartiere Chiaia.
"È il gesto simbolico scelto dagli operatori economici del centro storico e del quartiere Chiaia – spiega Gabriele Casillo, dell'associazione NAgorà che rappresenta i gestori dei locali – Sabato 13 giugno, dalle ore 21 alle ore 24, aderiranno all'iniziativa promossa dall'Associazione per richiamare l'attenzione sugli effetti delle recenti ordinanze comunali che interessano la vita notturna cittadina. Per una sera, alcune delle aree più frequentate della città mostreranno simbolicamente un volto diverso: meno luci, meno presenze, meno attività. Un'immagine che, secondo i promotori, rappresenta il rischio di un progressivo indebolimento di quel tessuto economico, sociale e culturale che negli ultimi anni ha contribuito a rendere Napoli una delle principali mete turistiche italiane".
L'iniziativa, spiegano gli organizzatori, "nasce per esprimere la preoccupazione degli operatori economici rispetto alle recenti misure adottate dall'Amministrazione comunale guidata dal Sindaco Gaetano Manfredi e per aprire un confronto pubblico sulle possibili conseguenze che tali provvedimenti potrebbero avere sulle attività produttive, sull'occupazione e sull'attrattività della città".
"Con questa iniziativa – conclude Casillo – non intendiamo alimentare contrapposizioni, ma promuovere una riflessione pubblica sul futuro di Napoli. Le attività economiche del centro storico rappresentano un presidio di socialità, occupazione, sicurezza e accoglienza, contribuendo a contrastare la desertificazione urbana nelle ore notturne e favorendo una presenza diffusa sul territorio. Siamo convinti che sia possibile individuare soluzioni equilibrate che tutelino il diritto al riposo dei residenti senza compromettere il lavoro di migliaia di operatori e la capacità della città di continuare ad attrarre visitatori da tutto il mondo".
Secondo l'associazione, il comparto dell'accoglienza, della ristorazione e del commercio costituisce una componente fondamentale dell'economia cittadina e contribuisce quotidianamente alla vivibilità e alla sicurezza degli spazi urbani. NAgorà sottolinea che la manifestazione si svolgerà in modo pacifico e rispettoso, con l'obiettivo di favorire il dialogo tra istituzioni, cittadini e operatori economici, nella convinzione che il confronto rappresenti la strada più efficace per costruire soluzioni condivise e sostenibili per il futuro della città.