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Bar e ristoranti a Napoli, le nuove regole da luglio per aprire i locali in centro: stop al blocco licenze

Il consiglio comunale ha approvato il nuovo piano per le aperture dei locali come bar e ristoranti nel centro storico Unesco: ok da luglio, con nuove regole.
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Nel centro storico Unesco di Napoli si potranno aprire di nuovo bar e ristoranti. Gli esercizi di somministrazione dovranno rispondere a precisi requisiti di qualità, però, non potranno essere più piccoli di 20 metri quadrati e dovranno avere accesso disabili, nulla osta acustico e sistemi di sicurezza. Il consiglio comunale ha approvato a maggioranza, nella seduta di oggi, lunedì 29 giugno, il nuovo piano per la programmazione delle aperture che riguarda anche laboratori, come le pasticcerie, e i take away. Banditi da tutto il centro i distributori automatici, mentre saranno tutelate le vie storiche come San Gregorio Armeno per i presepi, Port'Alba per i libri e Borgo Orefici per l'arte orafa. Per l'assessora al Commercio, Teresa Armato: "Un grande risultato per la città".

Le nuove regole entreranno in vigore dopo 15 giorni dalla pubblicazione della delibera, che dovrà adesso essere riscritta con gli emendamenti. Si ipotizza verso fine luglio. Per aprire nuove attività di laboratorio, invece, basteranno 10 metri quadrati, mentre ne occorreranno 20 per quelle di vicinato. I locali dovranno avere una altezza minima di 3 metri e di 2,4 metri per wc e spogliatoi.

Sono passati tutti gli emendamenti approvati dalla commissione Commercio, tra i quali anche il requisito dei metri quadrati che scende dagli iniziali 30 a 20 per gli esercizi di somministrazioni. Non sono passati, invece, quelli del consigliere Gennaro Esposito, presidente del comitato Vivibilità.

Armato: “Si torna a fare impresa in città”

L'assessora al Commercio, Teresa Armato, ha espresso “grande soddisfazione per l'approvazione della delibera 288, che segna un passaggio importante per il futuro del commercio nel cuore della nostra città. Il voto favorevole con ampia maggioranza del Consiglio comunale è il risultato di un lavoro collegiale, frutto di un confronto costante e proficuo con la commissione Attività Produttive, che ha contribuito in modo determinante a dare forma a questo strumento. Il piano che abbiamo approvato non è un atto di chiusura nei confronti delle imprese, ma al contrario uno strumento pensato per consentire alle attività commerciali di tornare a fare impresa in tutta la città, a partire dal suo centro storico patrimonio UNESCO, con regole chiare che orientano verso la qualità. Il sistema di punteggi introdotto — che considera tanto i requisiti strutturali quanto quelli gestionali — garantirà che chi sceglie di aprire nel centro storico e nella Buffer zone lo faccia offrendo standard elevati, in linea con il valore eccezionale del contesto in cui opera”.

“Strade come San Gregorio Armeno, vocata all'artigianato dei pastori, e Port'Alba, dedicata alle librerie, ne sono l'esempio più eloquente. Questo risultato – conclude – è stato possibile grazie alla collaborazione con la Regione Campania e la Camera di Commercio, oltre che al dialogo continuo con il Consiglio comunale. Abbiamo costruito insieme un atto che guarda al futuro: tutela l'identità dei luoghi, promuove un'offerta di qualità nel centro storico e prevede forme concrete di incentivo per chi sceglierà di investire negli altri quartieri della città. È il modo migliore per coniugare sviluppo economico e rispetto del patrimonio che Napoli rappresenta per il mondo intero”.

Come viene diviso il Comune

Il piano pone limitazioni all'apertura di nuove strutture solo nei casi in cui sussistano motivate ragioni di sostenibilità ambientale, sociale o di viabilità. Per meglio governare il settore, la città è stata divisa in varie zone:

Zona “A”: NAPOLI CENTRO STORICO PATRIMONIO UNESCO

  • AREA 1 Centro Storico – Unesco (rosso)
  • AREA 2 Centro Storico – Unesco (arancione)
  • AREA 3 Centro storico – Unesco (Giallo)

Zona “B”: “BUFFER ZONE” (blu)

  • Zona “C”: Aree non ricadenti nelle Zone A e B
La mappa delle zone per i ristoranti e i bar (Zona A rosso, arancione e giallo; Zona B azzurro)
La mappa delle zone per i ristoranti e i bar (Zona A rosso, arancione e giallo; Zona B azzurro)

I requisiti minimi per aprire locali

Per aprire dei locali nuovi bisognerà rispettare dei requisiti minimi e obbligatori. Nella Zona A e B per le attività di somministrazione di bevande e alimenti e produzione di alimenti e di vicinato con consumo immediato sul posto bisognerà avere una autorizzazione all’esercizio dell’attività e la Scia. Servirà l'autorizzazione anche per il trasferimento di una attività da una sede non sottoposta a tutela ad una tutelata, nonché all’interno della stessa zona tutelata. L’autorizzazione all’esercizio dell’attività viene rilasciata sulla base dalla richiesta presentata sull’apposito portale telematico Suap

Tra i criteri strutturali necessari nelle Zone A (centro storico) e B (Buffer zone), bisognerà avere per le attività di somministrazione almeno 20 metri quadrati. I locali dovranno essere accessibili ai diversamente abili e servirà il nulla osta di impatto acustico, nonché l'obbligo di installazione di un sistema di sicurezza (telecamera, casse a tempo, blindature, dispositivi anti-taccheggio e antisfondamento). Per i laboratori, come detto, basteranno 10 metri quadrati, esclusa l'area del bancone. Sono stati previsti dei punteggi qualitativi per chi si candida ad aprire un locale, tra questi, ad esempio, 30 punti per l'insonorizzazione e altrettanti per la climatizzazione del locale. Mentre chi chiude alle 24 avrà 40 punti. Solo 5 punti se si offre il parcheggio ai clienti. Il Comune farà dei controlli sul rispetto dei requisiti.

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