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Multinazionali e banche: ecco chi sono gli sponsor dell’Expo 2015 di Milano

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Capo cronaca Napoli
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Mc Donald’s e Coca Cola ma non solo: tra official e premium partner e sponsor ecco la rete di multinazionali che ha sostenuto l’Esposizione Universale di Milano.

E quindi? È normale che un evento come l'Expo di Milano, l'Esposizione Universale che fino a ottobre terrà banco nel capoluogo lombardo abbia delle importanti partnership, dei rilevanti sponsor. E che questi sponsor siano necessariamente carichi di quattrini. I nomi di grandi ‘amici' di Expo 2015 sono, a onor del vero, messi nero su bianco sul sito ufficiale dell'evento. E sono solo lì: pochi, pochissimi i giornali che si sono preoccupati di ricordarli. Ecco, dunque, chi sono sponsor e partner dell'Expo italiano.

I partner ufficiali di Expo 2015

I partner ufficiali sono i ‘big' sponsor dell'Esposizione. Sono coloro che – recita il sito ufficiale – «in linea con le tematiche scelte da Expo Milano 2015 e offrono un prezioso contributo allo sviluppo del Tema. Si tratta di aziende esclusive nel loro settore a livello mondiale, che forniscono i principali servizi e tecnologie dell’evento e puntano all’innovazione e alla sostenibilità». Insomma, sono multinazionali che hanno sborsato oltre 20 milioni di euro tra soldi cash e Value in kind (VIK) ovvero contributi in beni e servizi. In primis, c'è Accenture, multinazionale di governance, servizi tecnologici e outsourcing, nata alle Bermuda con sede a Dublino. Il made in Italy offre tutti i big della finanza e della Borsa: Intesa San Paolo, Enel, Finmeccanica, Tim Telecom Italia Mobile e Alitalia-Etihad. C'è poi la multinazionale tech Samsung, c'è la ex azienda italiana FCA, Fiat Chrysler, oggi azienda italo-statunitense di diritto olandese e Cnh Industrial, gruppo industriale italo-statunitense con sede nei Paesi Bassi.

I premium partner dell'Expo

Chi sono i premium partner? Ci viene sempre incontro il sito di Expo che lo spiega in maniera molto dettagliata: «aziende e organizzazioni coinvolte nella realizzazione di progetti importanti, come i padiglioni tematici» o altre che invece offrono «competenze, prodotti e servizi fondamentali» per la buona riuscita dell’evento. Per stare lì dove sono hanno speso fra i 10 e i 20 milioni di euro tra soldi cash e forniture di servizi. I partner speciali sono sostanzialmente due: la Coop Italia, che gestisce supermercati e ipermercati in Italia, e Manpower, fra le prime aziende italiane nel recruiting e nella selezione personale, ovvero soprattutto fornitrice di lavoro interinale.

Chi sono gli sponsor ufficiali dell'evento di Milano?

Gli sponsor , ci spiega Expo, «sposano uno dei temi di Expo supportando progetti dell’Esposizione Universale». Sono tanti e fra loro ci sono le multinazionali che hanno fatto più discutere durante le proteste dei No Expo: in particolare Mc Donald's, colosso dei fast food che non ha bisogno di presentazioni. Sul fronte alimentare (è il tema dominante dell'Esposizione di Milano) ci sono Beretta Salumi, Franciacorta, Lindt & Spungli, Sanhe Tea, Riso Scotti, Farine Varvello. Poi ci sono altre aziende molto note come la Chicco, Canon, Allianz Assicurazioni, Swatch, Xerox, e infine Abb, Db Schenker, Eurisko, Gfk, Gewiss, Dassault, Cruciani. Sul fronte trasporti, invece, partnership speciali con Trenitalia e Msc Crociere.

I partner ufficiali di Expo 2015 Milano

Ci sono infine gli "official partners" che «collaborano a progetti specifici di importanza fondamentale come i cluster e i contenuti speciali di Expo», che hanno investito fra i 3 e i 10 milioni d'euro. Su tutti spicca Coca Cola Algida, altro brand nel mirino dei No Expo. E poi Ferrero, Birra Moretti, Algida, Illy, San Pellegrino, Techno Gym, la cinese Beijing Huiyuan Food & Beverage. E ancora numerosi partner istituzionali come Bologna Fiere, Fiera Milano, Regione Siciliana, Fondo Strategico Italiano, Cassa Depositi e Prestiti. Infine, Came, Sace prodotti e servizi, Cisco, il colosso italiano dell'energia Eni, Eutelsat.

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Giornalista professionista, capo cronaca Napoli a Fanpage.it. Insegna Etica e deontologia del giornalismo all'Università LUMSA di Roma. È autore del libro "Se potessi, ti regalerei Napoli" (Rizzoli). Per Fanpage cura "Tufo", newsletter (e tanto altro) su Napoli.
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