
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha firmato la copia dell'accordo con l'Iran mentre si trovava alla Reggia di Versailles, in Francia, in occasione del G7. "Petrolio scorre e Teheran non avrà mai un'arma nucleare" ha scritto poi il leader della Casa Bianca. Macron però avverte: "Non credo che la guerra tra Usa e Iran sia completamente finita".
L'accordo mira a mira ripristinare il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz e prevede lo stop alle sanzioni che erano state imposte all'Iran. Esteso anche il cessate il fuoco, ma Trump non esclude che i bombardamenti possano riprendere nel caso di violazioni dell'accordo e avverte Benjamin Netanyahu: "Basta bombardamenti". Il vice presidente Vance: "Lo stretto di Hormuz è aperto".
Intanto la Germania ha fatto sapere di aver preparato due navi nel Mar Rosso, tra cui una sminatrice, per partecipare alle operazioni di bonifica dello Stretto di Hormuz. Un nave mercantile italiana bloccata ha attraversato Hormuz, fa sapere invece Tajani.
L'inviato Usa Witkoff: l'Iran inviterà gli ispettori dell'Aiea a ispezionare i suoi siti nucleari
L'Iran inviterà l'Agenzia nucleare delle Nazioni Unite (AIEA) a ispezionare i suoi siti nucleari e ad avviare le attività di identificazione e scavo dei depositi di materiale arricchito. Lo ha detto l'inviato di Donald Trump, Steve Witkoff, al Congresso durante un briefing a porte chiuse.
Trump: “Ci aspettiamo il cessate fuoco in Libano”
"Gli Stati Uniti sono impegnati per la pace e incoraggiamo tutti nella regione del Medio Oriente a mantenere il proprio impegno nel consentire ai nostri negoziati di svolgersi magnificamente. I mercati stanno apprezzando ciò che sta accadendo con i prezzi del petrolio in forte calo e le azioni in forte aumento. Ci aspettiamo un cessate il fuoco completo su tutti i fronti, compresi Libano, Hezbollah e Israele". Lo scrive su ‘Truth' il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Per Trump "gli Stati Uniti non hanno effettuato alcun pagamento di 300 miliardi di dollari all'Iran. Questa è una notizia falsa! Tutto ciò che c'è per gli Stati Uniti è un successo, prezzi del petrolio più bassi e vittoria. Date un'occhiata al mercato azionario. La propaganda democratica sta agendo"
Teheran: "Orari prestabiliti per navigare nello Stretto di Hormuz"
Il Consiglio di Sicurezza Nazionale iraniano ha commentato il memorandum d'intesa firmato con gli Stati Uniti e la riapertura dello Stretto di Hormuz, affermando che "a causa delle condizioni particolari e della presenza di rischi per la sicurezza lungo la rotta, nonché della necessità di garantire una navigazione sicura e prevenire incidenti marittimi, è necessario che le navi transitino attraverso la rotta in orari prestabiliti, in modo che la capacità di traffico possa aumentare gradualmente".
L'Iran afferma che i permessi di transito per Hormuz saranno rilasciati il prima possibile
Il Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano ha dichiarato che l'Autorità dello Stretto del Golfo Persico è stata incaricata di rilasciare nel più breve tempo possibile i permessi alle navi commerciali che desiderano transitare nello Stretto di Hormuz. Secondo una dichiarazione diffusa dall'agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Tasnim, alla dirigenza dell'autorità è stato ordinato di elaborare e rispondere alle richieste con rapidità e priorità al fine di raggiungere gli obiettivi del memorandum. "Per 60 giorni, non verrà addebitata alcuna commissione ai richiedenti."
Pse: "Iran non deve avere arma nucleare"
I leader del Pse, riuniti a Bruxelles, hanno discusso delle tensioni regionali che coinvolgono l'Iran e hanno sottolineato l'importanza della diplomazia, della de-escalation e della cooperazione internazionale. Hanno sottolineato che la diplomazia rimane l'unica via sostenibile per prevenire la proliferazione nucleare e garantire la stabilità regionale. Il PSE ha ribadito la sua posizione di lunga data secondo cui l'Iran non deve mai acquisire armi nucleari e ha chiesto un rinnovato impegno diplomatico.
Macron chiede a Netanyahu di "mostrare responsabilità e razionalità"
Il primo ministro israeliano, Benyamin Netanyahu, "deve mostrare senso di responsabilità e razionalità". Lo afferma il presidente Emmanuel Macron, sostenendo che l'offensiva contro Hezbollah nel Libano meridionale "è, a lungo termine, contraria agli interessi di Israele". "Hezbollah rappresenta un rischio per Israele, questo è assolutamente vero", ma la sicurezza dello Stato ebraico "non può essere garantita dalla conquista di territori confinanti", ha dichiarato il presidente francese alla tv France 2, sottolineando che le politiche di Netanyahu, sia in Libano che a Gaza e in Cisgiordania, "alimentano risentimento e violenza tra tutte le popolazioni della regione". Il presidente ha poi aggiunto che cercherà nuovamente di mobilitare la comunità internazionale per "aiutare l'esercito libanese a riprendere il controllo del proprio territorio".
Hezbollah: "Nel pomeriggio ancora scontri con l'Idf a sud del Libano"
Hezbollah ha annunciato in un comunicato, ripreso dall'agenzia libanese Nna, che "la Resistenza islamica, nell'ambito delle operazioni per l'Ashura, è impegnata dalle 17:30 in scontri con armi appropriate contro una forza dell'esercito nemico israeliano che ha tentato di avanzare dalla città di Arnoun verso la periferia di Kfar Tebnit". Il comunicato è stato diffuso poco dopo le 19, e a quell'ora, si legge, gli scontri erano ancora "in corso".
Macron: "Non credo che la guerra tra Usa e Iran sia completamente finita"
In un'intervista alla tv France 2, Emmanuel Macron ha detto di non "credere" che la guerra tra Stati Uniti e Iran "sia completamente finita", nonostante l'accordo firmato ieri da Donald Trump a Versailles.
"È sempre meglio avere un accordo che la guerra, soprattutto quando c'è il rischio di un'escalation", ha aggiunto il presidente francese.
"Stiamo entrando in una nuova fase, di cooperazione e dialogo che è meglio della guerra".
Macron ha riferito che la decisione del tycoon di firmare l'accordo con l'Iran a Versailles "è stata presa in modo abbastanza spontaneo".
Iran, Khamenei: "Trump disperato, ha fatto di tutto per giungere ad accordo"
In un messaggio pubblicato dai media iraniani, dove ha fatto sapere di aver dato la sua approvazione per la firma del memorandum di intesa fra Usa e Iran, la Guida suprema Mojtaba Khamenei ha detto che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, “per necessità e difficoltà, ha fatto ricorso a ogni tipo di leva per raggiungere questo risultato”. Khamenei ha aggiunto poi che è “evidente” che “eventuali negoziati diretti che si terranno in futuro non significheranno l’accettazione delle posizioni del nemico”.
Israele, ministro Ben Gvir replica a Vance: "Iran va trattato come Usa trattarono i nazisti"
Il ministro israeliano di ultradestra Itamar Ben-Gvir ha risposto su X al vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance che in un'intervista al New York Times ha criticato lo stesso Ben Gvir e Bezalel Smotrich per aver attaccato l'accordo Usa-Iran chiedendo che cosa avessero da proporre concretamente. "Affrontare i nazisti del XXI secolo (l'Iran) nello stesso modo in cui gli Stati Uniti affrontarono i nazisti del XX secolo", ha scritto nel suo post Ben Gvir.
UE, Kallas: "Su revoca sanzioni non è ancora il momento"
“Abbiamo condizioni chiare. Abbiamo diverse sanzioni contro l’Iran. Per quelle relative al nucleare, se le condizioni lo permetteranno, se si raggiungerà un accordo sul nucleare, credo che gli Stati membri ne discuteranno. Ci sono poi anche sanzioni per violazioni dei diritti umani e constatiamo che la situazione dei diritti umani è in realtà più grave che mai. Infine, abbiamo anche sanzioni sulla limitazione alla libertà di navigazione. E una volta che le condizioni lo permetteranno, ovviamente, gli Stati membri discuteranno anche della revoca delle sanzioni, ma non siamo ancora a quel punto”. Lo afferma l’Alta Rappresentante Ue per la Politica estera Kaja Kallas arrivando al vertice dei leader.
Vance contro ministri israeliani Ben-Gvir e Smotrich: "Non potete risolvere tutto uccidendo"
In un'intervista al New York Times, il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance ha criticato i ministri israeliani Ben Gvir e Bezalel Smotrich per aver attaccato l'accordo. "La mia risposta per loro sarebbe: quale è la vostra proposta concreta? Siete un paese di nove milioni di abitanti. Non potete risolvere ogni singolo problema di sicurezza nazionale semplicemente ricorrendo alla forza letale", ha detto Vance.
Usa: "Revocato il nostro blocco, restiamo nell'area"
Le forze americane hanno revocato il blocco di tutto il traffico marittimo in entrata e in uscita dai porti e dalle aree costiere dell'Iran. Lo afferma il Centcom. "Resteremo nell'area generale per assicurarci che tutti gli aspetti dell'accordo vengano rispettati", ha messo in evidenza.
Trump: "Nessun pagamento Usa di 300 miliardi a Teheran"
“Non c’è alcun pagamento di 300 miliardi di dollari da parte degli Usa all’Iran. Sono fake news! Per gli Usa ci sono solo successo, prezzi del petrolio più bassi e vittoria. Date un’occhiata al mercato azionario”. Lo scrive su Truth Donald Trump, smentendo alcune interpretazioni del contenuto del memorandum d’intesa con l’Iran. Si tratta, afferma il presidente americano, di “propaganda” dei Democratici.
Vance: "Lo stretto di Hormuz è aperto, passate 12 navi iraniane"
Gli Stati Uniti hanno fatto passare 12 navi iraniane dalla firma dell'accordo con Teheran. Lo ha reso noto JD Vance in una conferenza stampa, durante la quale ha specificato: "Hormuz è aperto".
Vance: "Iran non riceverà un centesimo da Usa"
Il vicepresidente americano, JD Vance, ha difeso l'accordo con l'Iran per porre fine alla guerra e ha assicurato che la Repubblica islamica non ricevera' "nemmeno un centesimo" dagli Stati Uniti. Durante una conferenza stampa, Vance ha affermato che i termini dell'accordo sono stati "distorti" dai media e ha sottolineato che Teheran non riceverà "nemmeno un centesimo dagli Stati Uniti in nessuna circostanza".
Netanyahu: "Dobbiamo preservare relazione vitale con nostri amici americani"
"Ci attendono ulteriori sfide, che richiedono sangue freddo, una posizione ferma sui nostri interessi di sicurezza e, al tempo stesso, la salvaguardia della relazione vitale con i nostri amici americani che ci hanno sostenuto fianco a fianco in questa lotta, una partnership che apprezziamo profondamente". Lo ha affermato il premier israeliano Benjamin Netanyahu, alla luce della firma dell'accordo tra Usa e Iran e le critiche ricevute dal presidente americano Donald Trump per le operazioni militari in Libano.
Pakistan: annullata la cerimonia di firma dell’accordo Usa-Iran in Svizzera
Il ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar ha confermato alla Bbc che è stata annullata la cerimonia di firma del Memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran, prevista per venerdì a Ginevra (o Lucerna, secondo alcune fonti).
Dar ha spiegato che la cerimonia non si terrà più perché l’accordo è già stato firmato a distanza per via elettronica, è entrato ufficialmente in vigore ed è già nella fase di attuazione.
Alla cerimonia in Svizzera Islamabad avrebbe dovuto inviare una delegazione di alto livello guidata dal primo ministro Shehbaz Sharif. Secondo due alti funzionari pakistani citati dall’Associated Press, la visita è stata rinviata proprio perché il memorandum è già operativo.
I funzionari hanno precisato che le fasi successive dell’accordo procederanno attraverso canali tecnici separati su vari dossier. Il Pakistan, hanno sottolineato, resta "pienamente impegnato" a sostenere l’attuazione dell’intesa e a garantire un costante sostegno diplomatico.
Libano, Aoun incontra delegazione per i colloqui con Israele: “Cessazione definitiva delle ostilità”
Il presidente libanese Joseph Aoun ha ricevuto oggi a Beirut la delegazione incaricata di condurre i prossimi colloqui con Israele. L’incontro si è tenuto in vista del nuovo round di negoziati tripartiti (Libano, Stati Uniti e Israele) previsto a Washington dal 23 al 25 giugno.
Secondo quanto comunicato dall’ufficio della presidenza libanese, nel corso del meeting sono stati esaminati gli ultimi sviluppi regionali, tra cui la firma del memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran.
Il presidente Aoun ha fornito alla delegazione precise direttive basate sulla posizione ufficiale di Beirut: cessazione definitiva delle ostilità, ritiro completo delle forze israeliane dai territori occupati, dispiegamento dell’esercito libanese lungo i confini internazionali riconosciuti, rimpatrio dei prigionieri libanesi e avvio del piano di ricostruzione del Paese.
Media USA, Netanyahu cerca di influenzare l'accordo finale: "Dubbi sulla volontà di Teheran"
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu starebbe cercando di esercitare pressioni sul testo dell'accordo definitivo tra Stati Uniti e Iran, facendo leva su parlamentari e commentatori vicini a Israele per influenzare la posizione del presidente americano Donald Trump. Lo riporta la Cnn, citando una fonte israeliana.
Secondo la stessa fonte, Netanyahu avrebbe mantenuto un atteggiamento scettico rispetto alle intenzioni di Teheran nel corso dei negoziati con Washington, ritenendo che l'Iran non abbia mai affrontato il dialogo con una reale volontà di arrivare a un'intesa.
Il premier israeliano, sempre secondo quanto riferito alla Cnn, sarebbe convinto che non verrà raggiunto un accordo definitivo tra Stati Uniti e Iran e che Teheran non accetterà effettive limitazioni al proprio programma nucleare.
Trump: "Il petrolio scorre e l'Iran non avrà mai un'arma nucleare"
“Il petrolio scorre, l’Iran non potrà mai avere un’arma nucleare (il mondo sarà al sicuro!), i mercati azionari volano, l’occupazione è ai massimi storici e i prezzi scendono (convenienza!). Il nostro Paese è forte, sicuro e rispettato come mai prima d’ora. ‘Prego!’”. Lo scrive Donald Trump in un post su Truth.
Ministro Crosetto: "Basi Italia utilizzate nel rispetto dei trattati"
L’incontro con il segretario Hegseth “è andato benissimo. Le basi in Italia sono state totalmente utilizzate nel rispetto dei trattati che abbiamo, sono altri che non hanno magari rispettato i trattati, non sicuramente l’Italia”. Lo ha affermato il ministro della Difesa, Guido Crosetto, a margine della riunione ministeriale Difesa della Nato a Bruxelles.
Spagna: "Bene firma accordo, apra strada a stabilità regione"
Il governo spagnolo di Pedro Sanchez ha accolto con favore la firma dell’accordo tra Stati Uniti e Iran. “E’ una buona notizia”, ha detto il ministro degli Esteri José Manuel Albares al terzo Forum Economico e Sociale del Mediterraneo a Barcellona. Il capo della diplomazia iberica ha auspicato che l’intesa apra “la strada verso la pace e la stabilità in tutto il Medioriente” e consenta “l’apertura dello Stretto di Hormuz” senza “alcun pagamento o pedaggio”.
Turchia: "Soddisfatti per accordo, evitare provocazioni"
Il ministero della Difesa Nazionale turco ha accolto con favore l'accordo per il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, esortando tutte le parti interessate ad agire responsabilmente per proteggere l'accordo e prevenire tentativi di minarlo. "Accogliamo con favore l'accordo raggiunto per porre fine alle ostilità tra Stati Uniti e Iran e ci auguriamo che contribuisca a una pace, sicurezza e stabilità durature nella regione", ha dichiarato il ministero in un comunicato stampa, garantendo che la Turchia continuerà a dare priorità alla pace e alla stabilità regionale e a sostenere la risoluzione delle controversie attraverso il dialogo e la diplomazia.
Iran-Usa, il Qatar: "L'accordo è una solida base per la prossima fase dei negoziati"
Il Qatar considera l'accordo raggiunto tra Stati Uniti e Iran un punto di partenza per proseguire il dialogo e arrivare alla fase successiva dei negoziati. Doha, che ha avuto un ruolo centrale nel favorire l'intesa destinata a mettere fine al conflitto tra le due parti, ha definito l'accordo una "solida base" per il percorso diplomatico.
"L'accordo rappresenta una solida base per passare alla prossima fase dei negoziati tra la parte americana e quella iraniana", ha dichiarato il ministero degli Affari Esteri del Qatar in un comunicato.
Le prossime discussioni tecniche dovrebbero iniziare domani in Svizzera e rappresenteranno un passaggio decisivo nel tentativo di consolidare l'intesa raggiunta.
Rutte: "Alleati Nato molto contenti di accordo fra Usa e Iran"
I Paesi membri della Nato sono “molto contenti” dell’accordo siglato fra Usa e Iran. Lo ha affermato il Segretario generale della Nato, Mark Rutte, in conferenza stampa in occasione della riunione ministeriale sulla Difesa a Bruxelles.
Gaza, protesta dei pazienti davanti all'ospedale Nasser: accuse contro Hamas per la gestione delle cure
Una manifestazione di pazienti si è svolta davanti all'ospedale Nasser di Khan Younis, nella Striscia di Gaza, con i partecipanti che hanno chiesto di poter ricevere cure adeguate e di avere la possibilità di essere trasferiti all'estero per ottenere assistenza medica.
Diversi video diffusi sui social mostrano la protesta. Zaher Abu Husien, membro del Sindacato dei giornalisti palestinesi e della Federazione internazionale dei giornalisti, ha pubblicato su X alcune immagini del sit-in riferendo che i manifestanti avrebbero denunciato episodi di intimidazione e molestie da parte di membri di Hamas durante la protesta, organizzata per rivendicare quelli che hanno definito diritti umanitari e sanitari.
Nel corso della manifestazione, una donna di Gaza ripresa in un video ha rivolto parole di forte accusa al ministero della Salute gestito da Hamas, affermando: "Siete peggio dell'occupazione (Israele)".
Un altro manifestante ha accusato il ministero della Salute affiliato alla cosiddetta "milizia verde" di presunte irregolarità nella gestione dei trasferimenti medici, sostenendo che ci sarebbero state manipolazioni nei fascicoli sanitari e richieste di denaro per ottenere l'approvazione di alcuni casi.
Abu Husien ha inoltre denunciato che alcuni giornalisti impegnati in campagne di raccolta fondi avrebbero scelto di non raccontare la protesta. "Chi darà voce ai malati quando nessuno è presente sul campo per raccontare la loro realtà?", ha scritto nel suo intervento.
Ministro Tajani: "Nave Grimaldi tra le prime ad attraversare Hormuz dopo la riapertura"
La nave mercantile italiana "Grande Torino", del gruppo Grimaldi, a poche ore dalla firma dell'accordo tra Usa e Iran è stata fra le prime ad attraversare lo stretto di Hormuz. Ad annunciarlo è il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. "Ora è in navigazione verso l'Oriente. Un successo della diplomazia italiana. Una bella notizia per la ripresa del traffico commerciale e in particolare per tutti i marinai a bordo e le loro famiglie in Italia" aggiunge il ministro. Il via libera è arrivato dopo oltre 100 giorni di permanenza forzata nel Golfo Persico a causa delle tensioni nell'area. La nave, con un equipaggio composto da 21 membri, di cui tre italiani e 18 filippini.
Pakistan, ministro esteri sente omologhi Turchia e Bahrain: "Accordo favorisca pace e stabilità regionale"
Il vice primo ministro e ministro degli Esteri del Pakistan, Mohammad Ishaq Dar, ha avuto due colloqui telefonici separati con i suoi omologhi di Turchia e Bahrein, Hakan Fidan e Abdullatif bin Rashid Al Zayani.
A riferirlo è stato il ministero degli Esteri pakistano attraverso un post pubblicato su X. Al centro delle conversazioni il Memorandum d’Intesa, sul quale entrambe le parti hanno espresso l’auspicio che possa contribuire a rafforzare la pace, la stabilità e lo sviluppo nella regione.
Secondo quanto riportato da Islamabad, l’accordo potrebbe avere effetti positivi anche oltre i confini regionali, favorendo una maggiore cooperazione e un clima di maggiore sicurezza.
Iran: "Riaprire Hormuz spetta a noi. No a interventi stranieri"
L'Iran ha chiuso all'ipotesi di una missione straniera per garantire la libertà di circolazione nello stretto di Hormuz. "La riapertura dello Stretto è esplicitamente di competenza dell'Iran, secondo il memorandum d'intesa" con gli Stati Uniti, ha chiarito il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei, citato dalla televisione di Stato. "Non vi è assolutamente alcun bisogno di un intervento di soggetti stranieri", ha avvertito, "qualsiasi operazione di questo tipo non farebbe altro che complicare la situazione". Ieri al G7 di Evian il presidente francese, Emmanuel Macron, ha confermato la disponibilità di una ventina di paesi a partecipare a una missione per garantire la libertà di navigazione nello stretto.