Luca e Lidia Cardillo

All'indomani dei funerali di Luca Cardillo, il 24enne affetto da tumore maligno e da metastasi polmonari che era volato negli USA per l'ultimo disperato tentativo di curarsi, la sorella Lidia pubblica una lettera dedicata al fratello che non c'è più.

Queste le sue parole:

Caro fratellino, non riesco a credere che hai deciso di lasciarmi, di creare un vuoto dentro di me incolmabile e così tanto difficile da sopportare. Un dolore forte, sin dal primo momento, forte più di te, che sei il mio eroe. Il mio eroe che non molla mai, non hai perso me e io non ho perso te. Ho smesso di vederti soffrire, di passare dal salone e guardarti con gli occhi spalancati, chissà a cosa pensavi, cos’avevi in mente, chissà se sapevi che sarebbe andata proprio cosi. Non lo avevamo messo in conto, lo so. Non era nei nostri piani di vita, noi che ci urlavamo contro per motivi stupidi eppure non hai mai smesso di ringraziarmi, anche quando non riuscivi più a parlare alzavi il pollice e mi sorridevi, era quello il tuo modo migliore per farlo.

Nelle ultime settimane Luca Cardillo respirava a fatica e non riusciva più a parlare: la malattia stava avanzando. Lidia, la sorella che ha avviato la raccolta fondi online e che, dunque, ha permesso al fratello di andare negli USA grazie agli oltre 400mila euro donati dagli italiani, ha poi aggiunto:

Il tuo sorriso sarà sempre parte di me, non solo quello ma tu in tutto quello che sei e hai dimostrato di essere. Siamo simili in fondo, siamo due fratelli divisi e nessuno sa dirci perché.  Sai cosa? In fondo, amore mio, un motivo non c’è, tu non meritavi niente, niente che potesse causarti un dolore così grande. Tu che hai dato una lezione a chi è capace di giocare la propria vita per una banalità, sei un esempio unico. Tutto questo dolore non avrà mai fine, ma mi aiuterá a crescere, a capire molte cose, cos’è importante davvero e chi lo è. Non sono sola, spero di non esserlo mai ma una parte di me vorrà sempre esserlo per pensare di più a te. Ti penserò sempre quando non sarai più di fronte a me a tavola e quando avrò bisogno di guardarti mi accontenterò di guardare un nostro ricordo, di quando eravamo felici e senza nessuna paura addosso.

Lidia è stata la prima a credere in questa battaglia, a dare una speranza al fratello che non si dava per vinto, che non si rassegnava alla malattia, che chiedeva semplicemente di vivere:

Spero che mi sentirai, spero che quando avrò bisogno mi manderai un segnale. Io non lo so, non lo so se è vero che quando qualcuno se ne va continua a sentirti, o se ti guarda dall’alto. Tu fai tutto il possibile, perché io avrò sempre bisogno di te e tu di me. Sappi che io lo so che tu non sei felice, hai smesso di soffrire che non significa essere felice. La tua felicità per te era una cosa soltanto e la sappiamo tutti qui, e la tua forza, con la quale hai combattuto sempre ha due nomi: la mamma e la nonna.

E infine:

Ti ameró per sempre più di quanto si ami un padre, una madre, un fidanzato. Grazie di essere stato un fratello e un compagno di vita. A te sempre, Luchino.