“Vietato accavallare le gambe”, è polemica per il cartello appeso a bordo di un taxi a Milano

Un singolare cartello è apparso a bordo di un taxi di Milano. Stampato su un cartoncino, il simbolo di quello che nel Codice della Strada indica "accesso vietato alle persone non autorizzate" è accompagnato dalla frase: "Vietato accavallare le gambe". L'avvertimento è stato appeso al poggiatesta di uno dei sedili anteriori della vettura ed è, quindi, chiaramente rivolto ai passeggeri. Il commento di chi ha scattato la foto, poi pubblicata sui social, è eloquente: "I taxi a Milano trovano sempre nuovi modi per farsi amare e offrire un servizio di livello".

Se, infatti, fino ad oggi le problematiche più note che caratterizzano il trasporto via taxi riguardavano lo scarso numero di vetture, la frequente ostilità dei conducenti ad accettare pagamenti elettronici e i dissidi con il servizio Uber, quella dell'accavallamento delle gambe rappresenta una novità. Leggendo il regolamento redatto dal Comune di Milano, infatti, questa prescrizione non appare sotto nessuna voce.
Si può recuperare, invece, una testimonianza di alcuni mesi fa riguardo l'esperienza della passeggera proprio di un Uber. In quel post, pubblicato su Reddit, la donna ha raccontato: "Avevo appena detto ciao, sono salita in macchina, ho chiuso la portiera quando l'autista mi ha sgridato: ‘Allacciati la cintura e apri le gambe‘". In quel caso, il conducente le avrebbe spiegato che si trattava di una misura di sicurezza, in quanto con le gambe accavallate avrebbe potuto nascondere un'arma con cui avrebbe potuto ferirlo. Anche per quanto riguarda Uber, però, non esiste alcuna regola che preveda una cosa simile.