Tredici persone rientrate dalle vacanze all'estero e risultate positive al coronavis in una settimana. L'Ats di Milano si trova a fare i conti con il fenomeno dei "contagi di rientro". Regione Lombardia sta ora valutando di introdurre un tampone obbligatorio per chi si torna da Paesi stranieri. "Stiamo cercando di capire come organizzare questo tipo di servizio", ha spiegato l’assessore al Welfare Giulio Gallera.

Positivi al covid "di ritorno": tredici casi tra Milano e Lodi

Tra i turisti che hanno preso il covid all'estero ci sono tre giovani lodigiani di 18 anni, appena rientrati da un viaggio in Croazia, sottoposti al tampone dopo il contagio di alcuni ragazzi veneti che avevano fatto lo stesso tour. Sono tutti asintomatici. C'è poi una ragazza tornata dalla Spagna. Gli altri sono lavoratori di ritorno dall'Europa dell'Est.

Ipotesi tampone per chi rientra dalle vacanze all'estero

Al momento in Lombardia non vi è nessun obbligo di quarantena o tampone al rientro dalle vacanze all'estero, nemmeno per chi viaggia nei Paesi considerati "a rischio". C'è solo un invito a segnalare la propria situazione al medico di famiglia e richiedere, volontariamente, il controllo. Visto l'aumento in tutta Italia dei "casi di rientro", però, Regione Lombardia inizia a valutare misure più rigorose, tra cui un obbligo di tampone al rientro, come già si fa per i lavoratori stagionali provenienti dall’estero.

Controlli nel centro d’accoglienza di via Quintiliano a Milano

Massima attenzione anche per la situazione del centro d’accoglienza di via Quintiliano 46 a Milano, dove un ospite è risultato positivo al coronavirus. La struttura nella giornata di ieri, martedì 11 agosto, è stata circondata dalle forze dell'ordine per creare un cordone e impedire che le persone presenti potessero allontanarsi e sottrarsi ai controlli medici. I casi rilevati in Lombardia nelle ultime 24 ore sono 68 su 4.537 tamponi effettuati. Non sono stati registrati decessi.