Tenta di rapire una bimba al supermercato di Bergamo, per la perizia il 47enne è incapace di intendere e volere
Quando tentò di rapire una bambina di appena un anno e mezzo in un supermercato di Bergamo, Emil Mortu non era in grado di intendere e di volere. Lo ha stabilito la perizia psichiatrica voluta dalla sua legale, l'avvocata Erica Pasinetti, e dalla pm titolare delle indagini, Giulia Angeleri. Per quell'episodio del 14 febbraio scorso, il 47enne è indagato per tentato sequestro e lesioni, aggravati dai futili motivi, dalla minorata difesa e dalla minore età della bambina. La prima udienza è stata fissata per il prossimo 16 settembre, ma considerato l'esito della perizia è probabile che si chiuderà con un proscioglimento. Dopodiché, andrà valutata la pericolosità sociale di Mortu e l'eventuale misura di sicurezza.
Erano circa le 13 del 14 febbraio quando una coppia e la loro bambina di un anno e mezzo erano entrati nel supermercato Esselunga di via Corridoni a Bergamo. Uno sconosciuto, che al contrario stava uscendo, aveva afferrato la piccola per le gambe e aveva cercato di strapparla via dalla presa di sua madre. Quell'uomo era stato bloccato poi dallo staff del punto vendita e dalla polizia.
Davanti al giudice per le indagini preliminari Michele Ravelli del Tribunale di Bergamo, l'uomo, il 47enne romeno e senza fissa dimora Emil Mortu, aveva risposto alle domande. Come aveva spiegato l'avvocata Pasinetti a Fanpage.it, aveva detto di non aver "nemmeno capito se fosse una bimba o un peluche" e che per questo aveva presentato istanza per chiedere la perizia psichiatrica in incidente probatorio. Nel frattempo, la bimba aveva rimediato la frattura del femore sinistro e della tibia destra, mentre Mortu era stato portato in carcere.
Alla luce del risultato della perizia condotta dallo psichiatra Sergio Monchieri, come riportato dal Corriere della Sera, la pm Angeleri ha chiesto il giudizio immediato per Mortu e il suo trasferimento alla Residenza per l'esecuzione delle misure di sicurezza (Rems) di Castiglione delle Stiviere (in provincia di Mantova). Il processo, che si aprirà il 16 settembre, potrebbe chiudersi con un proscioglimento per incapacità di intendere e di volere. Per quanto riguarda la valutazione della pericolosità sociale, potrà essere disposta una misura di sicurezza specifica.
