Rimprovera un bimbo a Carnate, in due lo mandano in coma a calci e pugni e lo caricano in auto: arrestati

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Un 62enne è ricoverato in coma al San Gerardo di Monza da lunedì 24 agosto. L’uomo sarebbe stato picchiato con violenza da un 41enne e un 29enne perché aveva rimproverato il figlio del primo.

Un 41enne e un 29enne, rispettivamente zio e nipote, sono stati arrestati lo scorso lunedì sera, 24 agosto, a Carnate (in provincia di Monza e della Brianza). Stando a quanto ricostruito, i due avrebbero picchiato con violenza un 62enne al culmine di una lite scoppiata per futili motivi. L'ipotesi è che la vittima del pestaggio abbia rimproverato il figlio del 41enne, scatenando la furia dei due che probabilmente avevano assunto alcol. Il 62enne si trova ricoverato all'ospedale San Gerardo di Monza in coma, mentre i suoi aggressori sono in carcere per tentato omicidio e sequestro di persona.

A chiamare le forze dell'ordine intorno alle 21:30 del 24 agosto è stato un passante, il quale avrebbe filmato l'intera sequenza degli eventi. Un 62enne, di nazionalità ucraina, che passava per piazza Papa Pio XII a Carnate avrebbe rimproverato un bambino per motivi non noti. Subito dopo, un 41enne e un 29enne, di origine moldava, si sarebbero alzati dal bar dove stavano bevendo, avventandosi contro il 62enne e picchiandolo fino a fargli perdere conoscenza.

Come riportato dal Corriere della Sera, i due avrebbero poi caricato il 62enne in macchina e sarebbero ripartiti. La fuga, però, è durata meno di un chilometro, perché sono stati bloccati dai carabinieri. La vittima del pestaggio è stato trasportato con la massima urgenza all'ospedale San Gerardo di Monza, dove è ancora ricoverato in stato di coma. Gli altri due, invece, sono stati arrestati e portati in arcere.

Accusati di sequestro di persona e tentato omicidio, durante l'interrogatorio di convalida dell'arresto avrebbero detto di non averlo colpito alla testa, ma che le lesioni al cranio se le sarebbe procurate da solo cadendo. Il giudice ha confermato la custodia cautelare in carcere.

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