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Voghera, l'assessore leghista Massimo Adriatici spara e uccide un uomo
21 Luglio 2021
19:20

Sparatoria Voghera, cittadini su assessore leghista: “Lo chiamiamo sceriffo, sempre con la pistola”

“Aveva atteggiamenti prepotenti nei confronti degli ultimi”: a dirlo a Fanpage.it è Gianpiero Santamaria, coordinatore di Buona Destra Voghera, relativamente alla vicenda dell’assessore alla Sicurezza del comune Massimo Adriatici sottoposto agli arresti domiciliari per aver sparato e ucciso il 39enne Youns El Boussettaoui. La Procura ha aperto un fascicolo per eccesso colposo di legittima difesa.
A cura di Ilaria Quattrone
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Voghera, l'assessore leghista Massimo Adriatici spara e uccide un uomo

"Lo chiamiamo lo sceriffo perché aveva atteggiamenti un po' prepotenti verso gli ultimi": a rivelarlo a Fanpage.it è Gianpiero Santamaria, coordinatore di Buona Destra Voghera, commentando così la vicenda che vede come protagonista l'assessore alla Sicurezza del comune pavese Massimo Adriatici sottoposto agli arresti domiciliari per aver sparato e ucciso nella serata di ieri il 39enne Youns El Boussettaoui. La Procura ha aperto un fascicolo per eccesso colposo in legittima difesa. L'assessore infatti, durante una lite, ha estratto la pistola. Nella versione fornita agli inquirenti ha affermato che il colpo sarebbe partito accidentalmente. Le forze dell'ordine però sono in attesa dalla perizia balistica che confermerà o confuterà la tesi: i dubbi maggiori ruotano intorno al perché Adriatici ha estratto la pistola, carica e senza sicura, contro un uomo disarmato. E soprattutto perché, nonostante avesse un regolare porto d'armi dovuta alla sua carriera da ex poliziotto, girasse armato.

I cittadini: Adriatici ha dato il daspo a una persona che chiedeva elemosina

E su questo punto alcuni cittadini hanno fornito un ritratto dell'avvocato: "Adriatici ha dato il daspo a una persona che chiedeva l'elemosina. Voghera – continua Santamaria – non è il Bronx". E in molti rincarano sul soprannome di "Sceriffo" attribuito all'assessore. Un'altra fonte rivela a Fanpage.it che già anni fa, Adriatici era solito portare con sé l'arma: "Era conosciuto per i modi da esaltato, soprattutto i primi tempi. Da cittadino normale non puoi andare con la pistola in giro perché sei tale e quale a tutti". Dal racconto dell'uomo sembrerebbe che l'assessore già 25 anni fa, quando i poliziotti svolgevano delle retate per contrastare lo spaccio di sostanze stupefacenti, uscisse con la pistola.

Cosa sappiamo sulla vicenda

Sulla sua vicenda ci sono ancora molti dubbi da chiarire: al momento si sa che il 39enne ucciso, al momento dei fatti, era ubriaco. E che già nelle scorse settimane aveva importunato la clientela dei locali in piazza, come confermato dai titolari. Ieri sera avrebbe provato a entrare nel Bar Ligure in piazza Meardi e avrebbe dato fastidio ad alcuni avventori. L'assessore, presente forse per verificare l'applicazione della normativa anti-alcol da lui proposta, ha assistito alla scena e provato a chiamare le forze dell'ordine. Il 39enne si sarebbe scagliato contro lui, lanciando una bottiglia e poi sferrandogli un pugno. Da lì, è partito il colpo che ha causato una emorragia interna all'uomo che è poi morto in ospedale. Ulteriori test, l'autopsia ed esami cercheranno di far luce sulla vicenda. Nei prossimi giorni intanto è atteso l'interrogatorio.

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