Sequestrano un minore fuori da una pizzeria a Bergamo: arrestati un 22enne e un 24enne

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Foto di repertorio
Un ragazzino è stato sequestrato da due uomini fuori da una pizzeria della Bergamasca: è stato portato via per un debito. I due sono stati arrestati.

Hanno sequestrato un minore per un debito, che si è poi scoperto essere dovuto a una compravendita di banconote contraffatte. E ieri, venerdì 25 settembre, i due presunti responsabili sono stati arrestati con l'accusa di sequestro di persona a fini di estorsione ai danni di un minore. La misura è stata eseguita dalla polizia di Vicenza, ma la vicenda ha origine in provincia di Bergamo e precisamente a Ponte San Pietro.

Proprio nel piccolo comune della Bergamasca, ieri, la madre della vittima si è presentata alla stazione dei carabinieri per sporgere denuncia. Ai militari ha raccontato di essere in ansia e in apprensione per il figlio: il ragazzo le aveva scritto alcuni messaggi in cui era chiaro che fosse in pericolo o che qualcuno lo stesse costringendo a scriverli. 

I militari hanno deciso così di svolgere alcune verifiche. Hanno scoperto che la sera precedente, il ragazzo si trovava in una pizzeria della provincia di Bergamo. Lì, due uomini lo avevano avvicinato e costretto a seguirli a bordo di un'automobile. Una volta salito su, lo hanno portato verso Vicenza. A quanto pare, sembrerebbe che lo abbiano sequestrato con l'obiettivo di farsi pagare una somma di denaro collegata a una compravendita di banconote contraffatte.

Grazie alla geolocalizzazione del cellulare del minore, gli agenti della Questura di Vicenza – avvertiti dai carabinieri di Ponte di Legno – hanno individuato l'area in cui il ragazzo poteva trovarsi. Dopo un po', lo hanno rintracciato vicino a Ponte degli Angeli: si trovava ancora in compagnia dei due sequestratori. I poliziotti sono intervenuti subito e hanno arrestato i due: uno, G.P.M., ha soli 22 anni. L'altro, N.S.S.M., ne ha 24. Entrambi hanno precedenti per reati contro il patrimonio, furto e rapina.

Sono stati arrestati e portati in carcere dove resteranno a disposizione dell'autorità giudiziaria. Il minore invece è stato affidato alla madre, che ha potuto finalmente riabbracciarlo dopo ore di angoscia.

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