Bimbo di due anni preso a schiaffi e pugni: arrestati la madre e il compagno, lui accusato anche di pedopornografia

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(immagine di repertorio)
Una donna di 20 anni e il suo compagno di 32 sono finiti nei guai per maltrattamento su un bimbo di due anni, figlio della donna. È successo a Ponte San Pietro (Bergamo). A scoprire tutto i medici del pronto soccorso in cui il piccolo era stato portato “per una caduta”.

Gravi maltrattamenti su un bimbo piccolo. Stando a quanto si apprende un bambino di due anni è stato portato al pronto soccorso dell’ospedale di Ponte San Pietro (Bergamo) con una frattura alla tibia e diverse ecchimosi sul corpo. La madre, una donna di 20 anni, e il suo compagno, di 32, avevano riferito che il piccolo era caduto. Ma i segni riscontrati dai sanitari hanno fatto emergere il sospetto di maltrattamenti, così hanno subito lanciato l'allarme e attivato l’intervento dei carabinieri.

Il ricovero risale al 26 luglio 2024. Il bambino fu trattenuto in ospedale con l’obiettivo di tutelarlo e, nel frattempo, consentire agli investigatori di verificare le condizioni in cui viveva nella casa della coppia. I carabinieri di Ponte San Pietro e i militari della sezione operativa della compagnia di Bergamo installarono dispositivi per registrare immagini e conversazioni all’interno dell’abitazione.

Il piccolo venne dimesso il 6 agosto e rientrò nell’abitazione. Il giorno successivo, osservando e ascoltando in diretta quanto accadeva, i carabinieri avrebbero sentito il rumore di schiaffi e pugni e avrebbero assistito alla scena. L’intervento fu immediato e portò all’arresto della madre e del compagno.

Durante l’udienza, il luogotenente Andrea Murra, comandante della sezione operativa, ha descritto anche le condizioni dell’alloggio e del bambino. Nell’abitazione, secondo quanto riferito, c’erano sporcizia e cibo sparsi ovunque. Dal momento delle dimissioni fino all’intervento dei militari, al piccolo sarebbe stato cambiato il pannolino una sola volta.

Dopo l’arresto, i due erano stati sottoposti all’obbligo di dimora nell’abitazione della madre della giovane, che in precedenza aveva denunciato l’allontanamento della figlia insieme al nipotino. La vicenda relativa ai maltrattamenti si è conclusa con due patteggiamenti a 2 anni e 4 mesi, sostituiti dai lavori di pubblica utilità.

Il giorno dell’arresto i carabinieri sequestrarono anche i telefoni della coppia. Dall’apparecchio del 32enne sarebbero emerse quattro fotografie e due video con scene di sesso tra minori di età compresa tra 2 e 7 anni. I file erano raccolti in una cartella WhatsApp denominata Stikers e, secondo l’accusa, risultavano scaricati tra il 16 marzo e il 27 luglio.

L’uomo deve ora rispondere della detenzione di materiale pedopornografico. Il procedimento è separato da quello per i maltrattamenti e il 32enne potrà fornire la propria versione dei fatti nell’udienza fissata per il 19 dicembre. L’imputato si trova in un’altra regione; l’avvocata d’ufficio Sara Belotti gli ha notificato l’atto, ma finora non ha ricevuto risposta.

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