Sequestrato, minacciato e costretto a prelevare 6.000 euro: nove uomini accusati di sequestro ed estorsione
Avevano accompagnato un connazionale e la madre in un ufficio postale il 9 gennaio, a Brescia, minacciandoli con delle pistole per fargli prelevare 6.000 euro. Tre uomini erano già stati arrestati in flagranza di reato quel giorno, a Ghedi. Ma le ricostruzioni della polizia hanno fatto emergere un quadro ancora più complesso: gli investigatori hanno analizzato telefoni, intercettazioni, tabulati e profili social perché, secondo le ricostruzioni della polizia di Brescia, al lavoro insieme alla Direzione distrettuale antimafia della procura di Brescia, dietro a quell'estorsione del 9 gennaio c'era qualcosa di più.
La vittima sarebbe stata sequestrata e incappucciata in una cascina della provincia di Rovigo il giorno prima. Dopo aver effettuato un bonifico con le minacce, sarebbe stata picchiata e derubata della sua carta di credito e dei contanti. L'uomo sarebbe stato ostaggio dei nove indiziati anche il giorno dopo, quello del prelievo in banca, quando è stato trasferito dalla cascina di Rovigo in in un'abitazione nel Reggiano. In totale sono stati accusati nove uomini di sequestro di persona ed estorsione ritenuti responsabili dell'accaduto dalla polizia di Brescia. Otto sono in carcere, uno ai domiciliari.
Cinque degli arrestati sono accusati anche di detenzione illegale di pistole semiautomatiche. Durante le perquisizioni sono state sequestrate due pistole e venticinque munizioni. Uno degli indagati è anche destinatario di una misura cautelare per il possesso sul telefono di materiale pedopornografico.