Scontri a Milano del 17 e 18 ottobre

Non si sa dove manifesteranno gli studenti a Milano, ma si sa dove saranno i poliziotti

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Il giorno prima della manifestazione attesa in Duomo - photo Stefano Porta (LaPresse)
A Milano gli studenti non hanno ancora svelato dove manifesteranno domani, sabato 24 ottobre: annunceranno i luoghi di ritrovo su Telegram. Nel frattempo, polizia e militari hanno già predisposto i presidi in città.

C'è qualcosa di paradossale alla vigilia delle proteste attese nella giornata di domani, sabato 24 ottobre, a Milano: mentre è ancora difficile capire dove si ritroveranno e quali piazze sceglieranno i manifestanti, le forze dell'ordine hanno già una mappa piuttosto precisa dei luoghi da presidiare. Gli appuntamenti sono incerti, i cortei non ancora definiti, ma la risposta delle istituzioni si sta organizzando con una precisione decisamente maggiore. Così, prima ancora di sapere dove andranno i manifestanti, si sa dove andranno a cercarli.

Dopo i disordini e i saccheggi dello scorso fine settimana quando le proteste per il carovita sono degenerate in diversi punti della città, prefettura e questura hanno elaborato piani e strategie per gestire nuovi eventuali disordini. Parallelamente, la vicenda è finita anche sul tavolo della magistratura: la Procura di Milano ha aperto un'inchiesta per devastazione e saccheggio, al momento contro ignoti, per ricostruire quanto accaduto nelle vie del centro. Il fascicolo, coordinato dal pool antiterrorismo, comprende la prima informativa della Digos e dedica attenzione anche ai messaggi diffusi sui social, utilizzati dai giovani per organizzarsi.

L'organizzazione su Telegram

Italia in Piazza, uno dei gruppi che hanno contribuito a organizzare le proteste dello scorso 17 ottobre, non ha convocato una manifestazione unitaria per sabato. Nelle comunicazioni che circolano su Telegram si discute soprattutto di iniziative separate, mentre una parte dei partecipanti guarda già al 30 ottobre quando è previsto anche uno sciopero dell'Unione Sindacale di Base.

Più articolata la strategia del Movimento 17 ottobre, un altro gruppo nato online nei giorni scorsi, che ha ritirato le convocazioni iniziali per una serie di piazze, Milano compresa, motivando la decisione proprio con il numero elevato di presidi delle forze dell'ordine già annunciati. Cancellare gli appuntamenti ufficiali non significa, però, rinunciare a manifestare. Il gruppo ha, infatti, mantenuto la mobilitazione e ha annunciato che domani, sabato 24 ottobre, alle 14:30 comunicherà su Telegram tre luoghi di ritrovo, dai quali dovrebbero partire altrettanti cortei diretti verso un'unica destinazione che verrà resa nota soltanto in seguito.

A questo si aggiungono le iniziative autonome di studenti e collettivi che non necessariamente rispondono alle indicazioni dei due movimenti principali. Tra gli appuntamenti già annunciati c'è il presidio per la Palestina, previsto alle 16:00 in piazza Leonardo Da Vinci, in zona Città Studi, mentre in mattinata potrebbe svolgersi una manifestazione di Blocco Studentesco in piazza XXV Aprile. Il corteo anarchico inizialmente previsto fino al carcere di San Vittore è stato invece annullato. Il risultato atteso è quindi una mobilitazione senza un vero e proprio programma e con diversi punti ancora da chiarire.

La geografia dei controlli

Pur non avendo ricevuto alcun preavviso per la manifestazione studentesca a Milano, prefettura e forze dell'ordine hanno già predisposto un piano per intensificare la sorveglianza in centro. L'obiettivo è evitare concentrazioni troppo numerose nell'area compresa tra San Babila, Cairoli, Cadorna e piazza Duomo. Sono previsti presidi anche a Porta Garibaldi, Porta Venezia, piazza Castello e lungo corso Buenos Aires.

L'attenzione per la sicurezza, però, non riguarda soltanto le piazze e le strade del centro. Anche alcune sedi istituzionali potrebbero essere considerate obiettivi sensibili in vista delle proteste. È il caso, secondo quanto riferito a Fanpage.it, della sede dell'Agenzia delle Entrate in via dei Missaglia a Gratosoglio dove ai dipendenti sarebbe stato chiesto di portare a casa i computer di lavoro e di non lasciarli negli armadietti.

In ogni caso, a presidiare le aree considerate più delicate contribuiranno anche i 500 militari previsti dal piano del governo, che dovranno operare in coordinamento con la polizia. Il sindaco Beppe Sala ha assicurato che Milano non sarà "militarizzata" e ha spiegato che i soldati si muoveranno in gruppi di cinque nelle zone ritenute più a rischio. Saranno, inoltre, rafforzati i controlli nelle stazioni ferroviarie lombarde per sorvegliare gli eventuali spostamenti di giovani diretti in città. È stato predisposto anche uno spazio per identificare i minorenni all'interno della caserma di via Cagni, nella periferia nord.

Il paradosso è proprio qui: mentre i gruppi decidono ancora dove incontrarsi e gli organizzatori affidano a Telegram la comunicazione dei punti di partenza, le autorità hanno già individuato strade, piazze e snodi da presidiare. La necessità di prevenire nuovi episodi di violenza è evidente, ma resta da capire quanto sia possibile pianificare una risposta così capillare davanti a una protesta che, per sua stessa natura, non ha ancora una forma definita. Domani potrebbe quindi andare in scena una specie di inseguimento al contrario: i manifestanti scopriranno all'ultimo momento dove radunarsi, mentre le forze dell'ordine saranno già distribuite nei punti considerati strategici. Anche se, naturalmente, sapere dove aspettare qualcuno non significa necessariamente sapere dove arriverà.

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