Scontri a Milano del 17 e 18 ottobre

Chat per creare disordini a Como come a Milano, indagati 30 giovanissimi per istigazione al saccheggio

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I disordini di Milano del 17 e 18 ottobre (foto da Getty)
La Digos ha dato il via alle perquisizioni nei confronti di circa 30 giovanissimi indagati per istigazione al saccheggio e alla distruzione. I ragazzi, quasi tutti minorenni, farebbero parte di chat WhatsApp in cui si organizzava l’emulazione a Como per sabato 24 ottobre dei fatti di Milano.

Una trentina di giovani residenti a Como e provincia sono indagati per istigazione a delinquere finalizzata al saccheggio e alla distruzione. Dalla tarda serata di ieri, giovedì 22 ottobre, nei loro confronti è scattata una serie di perquisizioni da parte della Digos per valutare il loro coinvolgimento nella diffusione di messaggi su varie chat WhatsApp create per organizzare disordini in città e per "colpire e rubare" come accaduto a Milano lo scorso fine settimana. Il giorno scelto è quello di domani, sabato 24 ottobre, dove nello stadio cittadino il Como sfiderà il Sassuolo per il campionato di Serie A. Per questo motivo, la presenza delle forze dell'ordine è stata rafforzata anche negli scali ferroviari.

Subito dopo i fatti di sabato 17 e domenica 18 ottobre di Milano, a Como, così come anche in altre città della Lombardia, sono nate chat in cui giovanissimi hanno iniziato a radunarsi e a pensare di replicare quei disordini. Uno di questi, chiamato ‘Sabato 24 ottobre rivolta a Como‘, è arrivato a raccogliere centinaia di iscritti. Tra questi, ci sarebbero anche alcuni investigatori della Digos infiltrati che sono riusciti a carpire messaggi come: "Andiamo vestiti da bravi ragazzi, poi ci cambiamo e lanciamo i sassi", oppure appelli che invitano a presentarsi "tutti vestiti di nero, passamontagna in tasca, quando ci siamo raggruppati un po’ dite ciao a Como".

I primi indagati sono tre 16enni, due ragazzi e una ragazza di Como, che sono stati perquisiti già martedì scorso. L'ipotesi di reato è appunto istigazione a delinquere finalizzata al saccheggio e alla distruzione e a uno di loro è stata sequestrata una mazza da baseball. Considerato il tenore delle conversazioni in quei gruppi WhatsApp, il procuratore capo di Como, Massimo Astori, che si sta coordinando con la Procura per i Minorenni di Milano, ha firmato nelle scorse ore un’ampia delega d’indagine alla Digos.

Per comprendere e valutare il reale coinvolgimento nelle chat, insieme alla Squadra Mobile e ai carabinieri gli agenti della Digos hanno dato il via a perquisizioni a carico di circa 30 ragazzi. Il responsabile della chat sarebbe uno dei pochi maggiorenni coinvolti, il quale avrebbe aperto il gruppo usando un numero americano. Gli altri sarebbero quasi tutti minorenni d'età compresa tra i 14 e i 24 anni, residenti a Como o in provincia, totalmente lontani da contesti politici. La maggior parte sarebbero italiani, qualcuno di seconda generazione, e gli stranieri pochissimi.

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