“Noi non possiamo entrare”, comparsi (e rimossi) cartelli razzisti in parchi pubblici di Brescia e della Valtrompia
"Noi non possiamo entrare". Cartelli – scritti in diverse lingue – contro degrado, illegalità e immigrazione sono comparsi nella notte tra martedì 20 e mercoledì 21 ottobre, in diversi parchi pubblici di Brescia e del Bresciano: Gardone Valtrompia, Sarezzo e Lumezzane. Al momento sarebbero già stati rimossi. Seppur rimasti esposti per poco tempo le polemiche sollevate non sono state poche.
L'iniziativa sarebbe stata rivendicata dal "Comitato Remigrazione e Riconquista – Brescia", che ha definito i cartelli volutamente provocatori e spiegato di aver scelto più lingue, tra cui l'arabo, proprio per rendere il messaggio comprensibile a più persone possibili.
Secondo il Comitato, diversi parchi pubblici sarebbero interessati da episodi di degrado, spaccio, bivacchi abusivi, sporcizia e molestie, tutti fenomeni questi che dal proprio punto di vista vengono ricondotti anche all'immigrazione incontrollata e che, sempre secondo gli autori dell'iniziativa, limiterebbero la fruibilità degli spazi da parte di famiglie e cittadini.
Il gruppo avrebbe chiesto infine maggiori controlli e pattugliamenti, interventi contro gli insediamenti abusivi e provvedimenti nei confronti dei soggetti responsabili di reati o violazioni dei regolamenti urbani, nel rispetto delle procedure previste dalla legge. "Il parco deve tornare a vivere, a essere sicuro e a disposizione di tutta la comunità", ha concluso il Comitato, annunciando ulteriori iniziative qualora non arrivassero interventi da parte delle autorità.