Calano ancora i pazienti ricoverati all'ospedale San Gerardo di Monza e in quello della vicina Desio. Dopo il picco del 16 novembre, quando si erano raggiunti i 504 pazienti, la situazione nei reparti è migliorata: merito delle guarigioni ma soprattutto dei trasferimenti in altre strutture, come precisa la Asst di Monza. Ad oggi venerdì 27 novembre i pazienti ricoverati sono 401, di cui 296 al San Gerardo (tra questi 43 sono in terapia intensiva) e 105 a Desio (11 quelli più gravi). Un calo nel complesso di 22 malati rispetto a due giorni fa.

Per Asst non è però il momento di abbassare la guardia: "Siamo tuttora in una situazione di grande emergenza", spiega il direttore generale Mario Alparone. Che poi precisa: "Il livello di pazienti Covid positivi ricoverati è elevatissimo, come i numeri ben rappresentano, e siamo molto lontani da una situazione di recupero della normalità. Basti pensare al fatto che in questo momento effettuiamo tre sedute operatorie giornaliere rispetto alle 30 giornaliere che normalmente eroghiamo".

La politica annuncia zona arancione da domenica

Intanto – proprio mentre l'ospedale è ancora in emergenza – la politica lombarda annuncia la zona arancione che potrebbe entrare in vigore già da domenica 29 novembre. "Grazie ai sacrifici dei lombardi, apprezzati i dati epidemiologici, ora siamo in zona arancione e potremo riaprire gli esercizi commerciali", a comunicarlo è il presidente della Regione Attilio Fontana via Twitter. La Lombardia è pronta quindi ad allentare le restrizioni governative e a riaprire i negozi. A influenzare la scelta sono stati i miglioramenti dei dati epidemiologici in Lombardia degli ultimi giorni.

Al lavoro al San Gerardo anche medici e infermieri dell'esercito

Per i sanitari invece l'emergenza rimane alta. Tanto che a supporto dell'ospedale è arrivato l'esercito, proprio come aveva richiesto nei giorni scorsi l'ospedale al governo. L'appello è stato ascoltato e così dieci medici e dieci infermieri militari sono già arrivati nella struttura ospedaliera: al San Gerardo, così come in altri ospedali della zona, c'è una forte carenza di personale dovuta anche ai tanti operatori sanitari costretti a casa perché risultati positivi al Covid. Alparone, infine, ringrazia le istituzioni "per aver accolto i nostri appelli sia in termini di trasferimenti di pazienti verso strutture meno sature, sia anche in termini di arrivo dell'esercito, e ribadisco quanto questi aiuti siano tuttora assolutamente opportuni per riportare l’ospedale in una condizione di normalità".