Milano resta gemellata con Tel Aviv, ma il Pd si spacca. Beppe Sala: “C’è una frattura, dobbiamo valutare”

Milano non sospende il gemellaggio con Tel Aviv. Lo ha deciso il Consiglio comunale nella seduta che si è conclusa nella serata di ieri, lunedì 18 maggio, con la bocciatura della proposta avanzata dai Verdi. La votazione si è conclusa con 17 consiglieri favorevoli e 21 contrari. Tra questi ultimi, anche tre esponenti del Pd e tre della Lista Sala. "Si è consumata una frattura, non c'è dubbio", ha dichiarato il sindaco Beppe Sala che, pur dichiarando la sua posizione di voler mantenere il gemellaggio con la città israeliana non aveva dato indicazioni di voto: "Non mi sento vincitore, ma amareggiato. Vedremo l'entità della frattura nei prossimi giorni".
Un primo tentativo di interruzione del gemellaggio Milano-Tel Aviv era stato fatto lo scorso ottobre, con l'ordine del giorno proposto dai Verdi che prevedeva anche la stipulazione di un gemellaggio con Gaza City. Le sedute si erano concluse con l'impegno da parte di Palazzo Marino di interrompere i rapporti con la città israeliana qualora si sarebbe verificato un "significativo venir meno del rispetto degli impegni del piano di pace" da parte di Israele nei confronti della popolazione palestinese.
La votazione del 18 maggio, invece, era stato richiamato dalla consigliera Deborah Giovanati di Forza Italia, sostenendo di voler chiudere così un tema che avrebbe "bloccato" il lavoro politico della città. "È importante che ci sia un dialogo di pace tra Milano e Tel Aviv, ma è altrettanto importante prendere una posizione netta", aveva dichiarato Francesca Cucchiara (Verdi) durante la presentazione del testo della mozione. Dopo le 21, i consiglieri si sono espressi: 17 sì, 21 no. Agli esponenti di opposizione, che hanno votato tutti contro, si sono aggiunti i voti di Roberta Osculati, Angelica Vasile e Alice Arienta (Pd, che a ottobre avevano votato a favore) e di Mauro Orso, Gini Dupasquier e Marzia Pontone (Lista Sala).
Secondo Beatrice Uguccioni, capogruppo dem, "dai piani alti" non è stata rispettata la prima volontà dell'aula emersa a ottobre. Parole che Sala ha definito "improprie". Secondo il sindaco, infatti, si è "consumata una frattura" all'interno del Pd: "Se dobbiamo essere gli uni e gli altri, separati, va bene ragioniamo e capiamo se possiamo essere una cosa sola o no. Bisogna capire anche le logiche con cui si arriva a certe decisioni".