Braccianti sfruttati nel Bresciano: “Uno di loro ha lavorato 73 giorni consecutivi per 1,53 euro all’ora”

Un lavoratore avrebbe lavorato 73 giorni consecutivi, senza riposo né orari di lavoro, per 1,54 euro l'ora. Questo è un caso limite dei tanti che riguardano braccianti vittime di caporalato nei vigneti in provincia di Brescia (Franciacorta e bassa bresciana), e nelle province di Piacenza e Cremona, Milano e Lodi.
Secondo quanto si apprende, la Guardia di Finanza ha scoperto un giro di sfruttamento del lavoro e dell'immigrazione clandestina che ha coinvolto lavoratori, per lo più provenienti dall'India, che in particolare a marzo e aprile 2024 avrebbero lavorato 370,5 ore (di cui 245 solo in aprile) ma in busta paga, però, ne sono state pagate solo 34.
Stando sempre a quanto diffuso, gli immigrati si sarebbero anche dovuti pagare l'entrata in Italia e il permesso di soggiorno. Lo hanno fatto, spesso, versando un anticipo e poi con decurtazioni mensili dal loro "stipendio". Di fatto obbligati a lavorare in queste condizioni almeno fino all'estinzione del debito. I permessi di soggiorno sarebbero stati venduti illegalmente per 13.800 euro. A capo di questi traffici c'era un'organizzazione criminale transnazionale – smantellata dai finanzieri con l'accusa di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, caporalato e frodi fiscali. I militari hanno anche applicato tre misure cautelari agli arresti domiciliari nei confronti di cittadini di origine indiana.
L'indagine, era stata avviata a seguito di un controllo amministrativo svolto in collaborazione con l'Ispettorato del lavoro, e ha portato alla luce un sistema che, tra il 2018 e il 2024, avrebbe consentito l'ingresso irregolare in Italia di 1.364 cittadini stranieri. Contestualmente è stato disposto il sequestro di tre società e di beni per oltre 19,2 milioni di euro, ritenuti profitto illecito delle attività.