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La città di Milano ha un problema con la gestione dei concerti estivi (e non solo)

La stagione dei concerti estivi a Milano è iniziata tra polemiche e criticità. Ma i problemi e i disservizi emergono puntualmente ogni anno tanto da pensare che forse la città ha proprio un problema con la gestione dei concerti.
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La stagione estiva dei concerti a Milano è appena iniziata e non sono mancate le polemiche che, come ogni anno, ruotano attorno agli impianti che ospitano artisti di fama nazionale e internazionale.

Tra residenti che lamentano rumori eccessivi, il traffico in tilt e chi assiste agli spettacoli e si scontra con problematicità, gli artisti sono costretti a fare i conti con il malcontento generale dato da strutture e organizzazioni in grado di soddisfare tutti.

Quello che puntualmente provoca un gran numero di polemiche è l'Ippodromo La Maura. Si tratta di una vastissima area, che genera non poco caos all’esterno: auto parcheggiate in zone che non dovrebbero, difficoltà logistiche all’ingresso, acustica pessima e visibilità ancora più scarsa. Un’experience, quella del La Maura, che scontenta sia i residenti sia chi sceglie di acquistare un biglietto per assistere allo spettacolo del proprio cantante preferito. Costi per gli utenti che, ricordiamolo, non sono proprio popolari.

L'ultimo concerto all'Ippodromo La Maura è stato quello di Cesare Cremonini che, tra politici e utenti, ha sollevato non poche critiche tanto che lo stesso cantante ha deciso di intervenire.

Un'utente su TikTok ha pubblicato un video raccontando che alle 21 di sera il concerto è iniziato nonostante fuori ci fossero più di 30mila persone. Il motivo è che ci sono orari precisi che gli artisti sono obbligati a rispettare sia per l’inizio che per la fine del concerto: "Io e le mie amiche eravamo nella zona rossa. Abbiamo camminato per più di 25 minuti in mezzo ai boschi", ha spiegato la ragazza.

Una volta che Cesare alle 21 ha deciso di iniziare a cantare, da lì è stata la fine: gente che spingeva, che correva, che bypassava i controlli. Letteralmente si sarebbe potuto entrare con l’esplosivo perché non ci sarebbe stato alcun problema. Le borse non le hanno controllate", ha proseguito.

"Personalmente ci è andata bene perché siamo entrate alla seconda canzone, ma dei commenti ci sono persone che sono entrate alla dodicesima canzone. Tanto valeva stare a casa". La situazione all'interno non sarebbe stata migliore: "L'acustica pessima, la visuale.. che Cesare fosse un cartonato, un ologramma o che ci fosse veramente, in alcuni punti era impossibile vederlo. Sì, c’erano i grandi schemi però sono schermi che non sempre sono accesi. C’erano dei momenti in cui non trasmettevano nulla. Era come sentire il cantante attraverso radio. Nulla di più". 

@itartsige

POV: sei stata bloccata da Cesare Cremonini 🕺🏻🪩 spiego il perché dal min. 02.15 🎬 ps. sì per me è la Mura non la Maura ahah #CesareCremonini #Milano #IppodromoLaMaura #10giugno2026 #CremoniniLIVE26

♬ audio originale – Itartsige

Ha poi raccontato che ci sono state tantissime persone che sono state male "ma non c’era abbastanza personale sanitario per poter stare dietro tutto quanto. I bagni chimici erano pochi e in condizioni pessime".

E infine il tema viabilità: "Per tornare a casa dopo il concerto un completo disastro. Gente che è rimasta in coda per più di un’ora e mezza". La ragazza ha poi indirizzato un messaggio a Cremonini: "Bello organizzare eventi da 80mila persone, però poi forse la prossima volta dovresti un attimino concentrarti sulla sicurezza e sulla qualità dell’evento. Bello poter dire 80mila persone hanno cantato le mie canzoni, ma devi pensare anche l’esperienza che fai vivere alle persone che ti seguono".

Dal punto di vista politico, i primi a sollevare l'attenzione sono stati la presidente del municipio 7, Giulia Pelucchi e l’assessore del municipio Simone Zambelli, che hanno pubblicato su Facebook le immagini delle auto parcheggiate in maniera irregolare fuori dal’Ippodromo.

L’immagine condivisa da Giulia Pelucchi
L’immagine condivisa da Giulia Pelucchi

“La domanda è semplice: perché si continua a insistere nell’organizzare grandi eventi nell’area della Maura senza aver risolto i problemi strutturali legati all’accessibilità e alla gestione dei flussi?”, hanno chiesto ricordando come, a distanza di cinque anni dalle prime discussioni su questo tema, non esista ancora un adeguato sistema di trasporto pubblico dedicato: “Non esistono parcheggi pubblici sufficienti a supportare eventi di tale portata e continua a mancare un vero coinvolgimento dei Municipi nelle decisioni (non ci è stato concesso neppure un incontro) che impattano direttamente sui quartieri e sulla qualità della vita dei residenti”.

Contattata da Fanpage.it, Pelucchi ha spiegato che nonostante, negli anni, sia stato ridotto notevolmente il numero dei concerti all'Ippodromo è necessario comprendere che "eventi da 70-80mile persone non sono sostenibili per un luogo come La Maura". E questo, come abbiamo spiegato nell'introduzione, non vale solo per i residenti: "La gestione da parte del privato di quello spazio non è ottimale per i fruitori stessi del concerto. E questo aspetto, pur non centrando il Comune, va tenuto in considerazione".

Per Pelucchi, la criticità maggiore registrata durante il concerto di Cremonini ha riguardato la zona rossa: "L'anno scorso aveva funzionato bene perché c'erano diversi punti in cui erano presenti le volanti della polizia locale. Quest'anno non sono stati previsti punti simili. Di conseguenza, le persone sono arrivate fin dove hanno potuto: hanno parcheggiato ovunque. Dal nostro punto di vista la zona rossa dovrebbe essere ampliata".

Così come, sempre per la presidente, la Ztl San Siro sarebbe fondamentale: "Le telecamere sono già presenti, ma non ci sono le autorizzazioni ministeriali per l'attivazione. Questa aiuterebbe tantissimo perché è stata ideata per i concerti. È vero però che non è incluso l’Ippodromo La Maura perché, quando è stata pensata, non si facevano più concerti lì. Si potrebbe quindi chiedere un’estensione". 

Dello stesso avviso la presidente del municipio 7 Silvia Fossati: "Concordo che le criticità maggiori si registrano all’Ippodromo La Maura dove è possibile contenere circa 70-80mila persone. L’altro Ippodromo ha un pubblico che varia attorno a 20-30mila persone. Lo Stadio San Siro, invece, pur contenendo lo stesso numero di utenti di La Maura è favorito nella gestione dei parcheggi, nella vicinanza alla metropolitana e anche nelle vie di accesso e uscita verso l’autostrada. Inoltre la gestione dei grandi eventi è più fluida essendoci un’organizzazione abituata a situazioni simili”, ha detto a Fanpage.it. 

Fossati ha spiegato che "la cosiddetta zona rossa, che ruota attorno al Meazza, è più piccola rispetto a quella di La Maura. Il deflusso ovviamente, anche a San Siro, è sempre una criticità per chi abita il quartiere. La situazione non è ottimale, ma migliore rispetto a quella dell’Ippodromo. È vero però che da due anni sono cambiate le regole di ingaggio per i concerti. Non ci sono più contemporaneità. Ci sono almeno due giorni di stop alla settimana per dare respiro proprio a chi vive in zona. Lo stadio contiene il suono molto meglio rispetto La Maura. Per risolvere drasticamente il problema, bisognerebbe non fare concerti lì”.

E sul tema parcheggi è intervenuta precisando che quest’anno, rispetto allo scorso, sono state chiuse convenzioni con il Comune di Milano per i parcheggi che si trovano in zone più lontane, ma servite dalla metro: "Mi riferisco a Bicocca e viale Sarca servita dalla linea della metro M5. Gli orari di mezzi e parcheggi sono stati adattati affinché le persone possano arrivare al parcheggio di Viale Sarca o alla Bicocca. Questa è sicuramente una miglioria rispetto all’anno precedente che sicuramente non basta". 

C’è poi la tematica suono. La Maura è molto vicina alle case ed è totalmente aperto mentre San Siro è sviluppato in altezza. Arpa sta effettuando controlli a ogni concerto per verificare che vengano mantenuti i livelli di decibel previsti dalle normative. Qualora non dovessero rispettati, si incorrerà in una sanzione”.

Per la questione sosta selvaggia, per la Presidente, una soluzione potrebbe essere quella di chiedere agli organizzatori di predisporre delle navette che consentano alle persone di partire dai parcheggi di soggetti privati (per esempio, l’area dell’Acquatica) e fino all’area del concerto.

Ma non solo: "Si potrebbero anche raddoppiare le multe. Perché se un’auto da quattro persone paga poco più di 30 euro, molte persone preferiranno avere una sanzione, ma essere comodi piuttosto che evitare una sosta selvaggia. Durante una commissione comunale, alla quale ho assistito, è stato spiegato che, nel caso dell’Ippodromo La Maura, il 45 per cento degli utenti parcheggiano su strada. Molte persone incivili parcheggiano anche sul verde. Sarebbe utile raddoppiare le multe per chi parcheggia lì: se le persone sono costrette a lasciare 20-30 euro a testa, forse ci penserebbero due volte".

“La collega Pellucchi è riuscita a ottenere la posatura di alcuni massi per impedire la sosta selvaggia nelle aree verdi. Una richiesta che sto portando avanti anche io. Si potrebbe poi estendere l’orario dei parcheggi lontani, come Lampugnano o Bonola, con convenzioni che portino poi nelle aree dei grandi eventi e con l’estensione, da parte del Comune, degli orari delle metropolitane. Questo potrebbe valere sia per i concerti che per le partite”.

Fossati, durante l'intervista con Fanpage.it, ha fornito alcune soluzioni: “Gli organizzatori potrebbero pensare a dei bus turistici, che partano dalla stazione centrale o Garibaldi, e prevedere sconti per chi arriva col bus o includere nel biglietto, il ticket della metropolitana. Qualche anno fa, ricordo che chi ha utilizzato l’Ippodromo La Maura ha inviato alcune pattuglie di persone pagate per finire di ripulire quei rifiuti che Amsa non era riuscita a raccogliere nella notte: pezzi di carta, qualche bottiglia..È stata una buona iniziativa dei promoter. Si potrebbe pensare ad ampliare la Ztl, magari in via sperimentale, e solo in occasione dei concerti”.

“Tutte queste proposte ovviamente limitano un po’ il guadagno. Se si vuole fare i concerti però è necessario fare i conti con il fatto che noi non abbiamo i grandi parchi di altre metropoli estere”.

Infine ha precisato di esser d'accordo con la collega Pelucchi "quando sostiene che i municipi non siano stati coinvolti tantissimo. Sarebbe ideale convocarci al tavolo della Prefettura perché abbiamo una conoscenza del territorio molto ampia: conosciamo tutte le vie, sappiamo quali sono i parcheggi non abusivi.. Abbiamo un polso del territorio notevole”.

È bene precisare che le criticità riscontrate durante il concerto di Cremonini all'Ippodromo La Maura non sono uniche, ma si registrano continuamente. Anche durante il Marageddon, il primo festival della musica hip-hop e rap, organizzato da Marracash, non erano mancate. In quell'occasione, nel pomeriggio, aveva anche piovuto e l'acqua aveva creato delle enormi piscine che avevano costretto diversi utenti a sostare in aree più ristrette. Anche in questo caso, l'acustica era pessima, la visibilità ridotta e i maxi schermi non hanno migliorato di molto la situazione.

@vanedubbinss

con tanto di acqua entrata nel cellulare🤡 #marrageddon #marrageddonfest

♬ Badabum Cha Cha – Marracash

Se l’Ippodromo La Maura fa discutere, non va meglio per l’altro Ippodromo che, può contenere meno persone, ma che comunque ha generato diverse polemiche negli anni precedenti. Ricordiamo il concerto di Calcutta di qualche anno fa: anche in quell'occasione, c'erano state diverse difficoltà nell'accedere all'area. Inoltre, a causa dell'obbligo di iniziare e concludere i concerti ad orari prestabiliti, il cantante era stato costretto a iniziare quando ancora diversi fan erano fuori in fila. Nota di merito per l'artista che aveva lamentato la situazione sul palco chiedendo poi un rimborso a Live Nation (organizzatrice dell'evento), che aveva rimborsato metà biglietto. 

@alessiaarosio5

E a me è andata anche bene perché l’avevo già visto ad Assago quest’inverno, lui carino che ha rifatto due canzoni ma l’organizzazione dell’ippodromo di Milano e del @Fabrique Milano uno SCHIFO. Mi sono persa 6 canzoni su una scaletta di 25, dopo più di 1 ora di fila tra caldo e zanzare, ma come potevate pensare di far entrare così tanta gente da un solo ingresso?! #ippodromomilano #calcutta #fabriquemilano

♬ suono originale – Alessia Arosio

Per i concerti estivi, l’altra struttura utilizzata è San Siro. Acusticamente non sempre il top – soprattutto sugli spalti più alti – ma ha una organizzazione migliore rispetto agli Ippodromi dal punto di vista logistico data dalla lunga esperienza con grandi eventi come le partite di calcio.

Tutte e tre le strutture sono molto vicine tra loro. E proprio questo, crea diversi problemi per i residenti. Uno di loro ha indirizzato una lettera proprio a Fanpage.it, scrivendo che quello che vivono i residenti è "un assedio quotidiano": "Per tutto il mese di giugno il quartiere sarà sottoposto, di fatto, a un concerto al giorno tra stadio Meazza, Ippodromo e La Maura. Non un’eccezione, ma una programmazione sistematica che scarica sui residenti un costo altissimo in termini di qualità della vita. La realtà è sotto gli occhi di tutti: rumore costante, prove comprese, fino a tarda sera, traffico fuori controllo, parcheggi selvaggi ovunque, trasporti pubblici presi d’assalto. 

Il risultato? La vita quotidiana azzerata per settimane. Chi lavora torna a casa e non riesce a riposare. Chi vive nel quartiere deve pianificare ogni spostamento come se fosse un evento straordinario, in questo momento dell'anno, centinaia di studenti sono costretti a preparare gli esami in condizioni indegne di una città che si definisce attenta ai suoi cittadini. La domanda è semplice: è normale che un intero quartiere venga sacrificato per un mese intero? Dopo aver subito l'assalto dei tifosi per tutta la stagione calcistica? Con le forze di polizia che stanno a guardare mentre tifosi e fan urinano sotto il citofono di casa o parcheggiano davanti al passo carraio? E se per carità fai notare che è casa tua ti rispondono: "signora stia tranquilla!" o peggio ancora "lo stadio c'è sempre stato!", come giustificazione di una totale assenza di programmazione e tutela del cittadino".

Meno problematiche le strutture invernali, anche se anche in questo caso non sono mancate le polemiche. La nuovissima Arena Santa Giulia, possiamo dirlo, è una cattedrale nel deserto. In occasione dell'evento inaugurale, che ha visto l'esibizione del concerto di Ligabue, Comune e Atm hanno messo a punto un piano di mobilità con l'istituzione di una zona rossa e gialla che prevedevano divieti e limitazioni attorno all'Arena. Sono stati potenziati i mezzi del trasporto pubblico, estesi gli orari e create navette. Anche perché la metro è parecchio distante a piedi.

Il punto è sempre lo stesso: il parcheggio. Per chi arriva in macchina ci sono due parcheggi disponibili intorno all’arena: il Nord e Il Sud. Per evitare ingorghi sono state istituite due zone pensate per tutelare i residenti e ad accesso limitato per chi ha comprato ticket. Per lasciare l’auto sotto il palazzetto bisognava invece pagare 25 euro e prenotare con anticipo: un prezzo non proprio popolare, che si è aggiunto all'acquisto del ticket. Altrimenti si poteva parcheggiare nel quartiere Santa Giulia, che a piedi dista tra i 10 e i 15 minuti. La strada è buia, di conseguenza meglio percorrerla in compagnia e non da soli o in due. Anche in questo caso, c'è stato chi ha lamentato il problema dell’acustica che durante i duetti non è stata al top.

Forse, almeno a parere di chi scrive, la struttura migliore dove assistere a un concerto è l'Assago Forum. In termini di acustica e visibilità, l'esperienza è molto buona. La vicinanza alla metro, poi, la rende ancora più fruibile.

A ogni modo i colossi della musica, dovrebbero prestare maggiore attenzione all’organizzazione dei concerti. Non considerare solo di creare un grande spettacolo in termini di scenografie o coreografie, ma aver cura dell’ambiente, dei residenti e soprattutto di chi acquista i biglietti che, per poter vedere il proprio cantante preferito, spendono non meno di 60 euro e spesso per un live che non rispecchia le aspettative.

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