Inchiesta urbanistica Milano, il Riesame sul cantiere di via Zecchia Vecchia: “Nessuna buona fede dei costruttori”

Si sarebbe trattato di un "intervento urbanistico illegittimo", di presunta "lottizzazione abusiva", perché classificata come ristrutturazione mentre era una "nuova costruzione", e gli imprenditori "non potevano non saperlo", data la "complessità del progetto", l'interesse economico "perseguito" e l'attività imprenditoriale "svolta", che impone un "più rigoroso dovere di informazione". Nessuna buona fede, dunque. Ad ogni modo, non è nemmeno mai arrivato dal Comune di Milano il rilascio del titolo edilizio per costruire e, quindi, il pericolo "posto a fondamento del sequestro si risolve in una mera eventualità futura e ipotetica".
A dirlo è il Tribunale del Riesame di Milano nel provvedimento con cui motiva l'annullamento del 9 giugno del sequestro – disposto a fine aprile in una delle tante inchieste milanesi sulla gestione urbanistica – dell'area del cantiere di via Zecca Vecchia, in pieno centro, dove era prevista la costruzione di un hotel con 199 stanze.
Arriva, dunque, un'altra decisione, l'ennesima negli ultimi anni, e con altre motivazioni sul caso dell'urbanistica milanese, dopo la sentenza di due giorni fa che ha assolto tutti e otto gli imputati per la vicenda della Torre Milano.
La Gdf, nell'inchiesta della pm Marina Petruzzella e su ordinanza del gip Mattia Fiorentini, aveva sequestrato l'area di via Zecca Vecchia. Per il giudice, tra l'altro, come si leggeva nel provvedimento, il Comune "con la sua inerzia" avrebbe consentito alle imprese la "occupazione" di quell'area, sottraendola "alla popolazione della città", nonostante fosse stata destinata dai Piani di governo del territorio al recupero "come spazio aperto per la fruizione pubblica", in ragione "della monumentalità e importanza archeologica e storica".
Ora il Riesame (Savoia-Amicone-Natale) dà atto dell'illegittimità dell'operazione immobiliare, non riconoscendo alcuna buona fede, ma fa presente che di fatto non è mai stato rilasciato il titolo edilizio per costruire, che le opere non sono mai state "avviate" e che di recente c'è stato pure un "sopravvenuto atto comunale di segno contrario" all'intervento. Accolto il ricorso contro il sequestro della difesa, con l'avvocato Andrea Soliani.
A fine gennaio, tra l'altro, sempre il Riesame aveva annullato il sequestro preventivo della torre residenziale Unico-Brera, in costruzione in pieno centro storico in zona Brera, in via Anfiteatro. Tuttavia, in quel caso un altro collegio di giudici (Galli-Amicone-Nosenzo), così come avvenuto nella sentenza di due giorni fa per tutti gli imputati (compresi anche funzionari, dirigenti comunali e progettista), ha riconosciuto la "buona fede" dei costruttori, che si sono affidati alla prassi comunale e alla giurisprudenza che c'era fino almeno al 2023. E ciò anche se pure in quel caso si era proceduto con Scia per ristrutturazione, quando si trattava di nuova costruzione e serviva un piano attuativo.
Nell'inchiesta sul cantiere di via Zecca Vecchia, poi, per reati che vanno dalla lottizzazione abusiva al falso, sono indagate 39 persone, tra imprenditori, tecnici ed ex dirigenti e funzionari di Palazzo Marino, alcuni dei quali protagonisti già di altre indagini simili, tra cui Giovanni Oggioni, che fu anche arrestato nel marzo dello scorso anno per ipotesi di corruzione.
Nel provvedimento del Riesame si ripercorre tutta l'istruttoria su quell'area, avviata addirittura nel 2015, e viene spiegato che la società proprietaria ha portato avanti un'attività "idonea a determinare il pericolo di un'urbanizzazione non prevista" con una "esasperata ricerca di volumetrie, con buona pace" di ciò che c'era prima.
E qua i giudici non riconoscono la buona fede sulla "illegittimità dell'intervento". Il sequestro, però, viene annullato perché nel corso degli anni "non sono stati rilasciati i titoli edilizi" e i lavori per l'albergo non sono mai iniziati, anche se sono state fatti bonifiche e scavi. Poi, il 30 aprile, dopo il sequestro, dal Comune è arrivato il "preavviso di diniego" al rilascio del permesso a costruire.