Urbanistica, sequestrato il cantiere di un hotel in zona Duomo a Milano costruito “su sito archeologico”

Il Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Milano ha sequestrato l'area del cantiere di via Zecca Vecchia, in zona Duomo a Milano, pieno centro, dove era in costruzione un hotel con 199 stanze.
Secondo quanto si apprende, quest'operazione è stata eseguita su ordinanza del giudice per le indagini preliminari, Mattia Fiorentini, nell'ambito di un'inchiesta della pm Marina Petruzzella, uno dei tanti filoni sull'urbanistica milanese.
Per il giudice, tra l'altro, come si legge nel provvedimento, il Comune di Milano "con la sua inerzia" avrebbe consentito alle imprese la "occupazione" di quell'area, sottraendola "alla popolazione della città", nonostante fosse stata destinata dai Piani di governo del territorio al recupero "come spazio aperto per la fruizione pubblica", in ragione "della monumentalità e importanza archeologica e storica".
Nell'inchiesta, per reati che vanno dalla lottizzazione abusiva al falso, sono attualmente indagate 39 persone, tra imprenditori, tecnici ed ex dirigenti e funzionari di Palazzo Marino, alcuni dei quali ‘protagonisti' già di altre indagini simili, tra cui Giovanni Oggioni.
Tra gli indagati figurano l'architetto Marco Cerri, gli ex dirigenti comunali Franco Zinna, Andrea Viaroli e Simona Collarini, ex componenti ed ex presidenti della Commissione paesaggio, come Alessandro Scandurra e Giuseppe Marinoni. Nelle imputazioni si fa presente che in quel lotto di oltre 3mila metri quadri c'era un "importante sito del demanio archeologico", ossia il "foro della città antica romana".
E con una serie di "atti falsi", bypassando anche in questo caso il necessario "piano attuativo", sarebbe stata messa in atto una lottizzazione abusiva per costruire quell'albergo ancora mai realizzato, a partire da una "istruttoria edilizia" del 2015 e "scomposta in mille rivoli". E sarebbero stati violati pure "tutti i limiti edificatori".
Indagato anche "il legale rappresentante della società operatrice Cha Thorr srl" e un notaio. Una presunta operazione immobiliare illecita che si sarebbe chiusa con la firma di una "convenzione" nell'agosto 2023 e con l'avallo della Commissione paesaggio, già al centro anche dei filoni di inchiesta per corruzione.
Tra le ultime attività degli investigatori anche un "sopralluogo" di fine febbraio scorso sull'area del cantiere e negli atti pure una serie di intercettazioni. Nel provvedimento del gip si parla di "assenza di trasparenza" e "dell'arrabattarsi dei pubblici ufficiali" di fronte a "condizionamenti indebiti".
A fine marzo la pm ha anche sentito a verbale alcuni dirigenti comunali. Le due imprese che si stavano occupando del progetto, si legge ancora, "tutt'oggi continuano implacabilmente, non solo a tenere l'area presidiata dai mezzi per la prosecuzione delle opere" in una situazione "di stallo", ma anche "ad indirizzare ripetute note al Comune", pretendendo il "rilascio dei permessi di costruire, alle loro condizioni", mentre dal 2024, dopo le inchieste, è cambiata la linea in questi casi.
Richieste che arrivano sulla base di una convenzione Urbanistica che ormai anche per "ammissione dei dirigenti del Comune" è "palesemente illegittima". Gli uffici comunali, però, si sono trincerati "in una colpevole inerzia", senza annullare la convenzione. Da qui anche la necessità del sequestro.