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Figlio 17enne eredita 20 milioni di euro, testamento annullato a Varese: vinta la causa contro la mamma

La Corte d’Appello di Milano ha confermato la sentenza di primo grado del Tribunale di Varese con cui si era annullato il testamento di un imprenditore morto nel 2016 in cui lasciava l’eredità alla madre di suo figlio. Dopo una disputa legale e due sentenze, il patrimonio è passato nelle mani del ragazzo, oggi 17enne.
Foto di repertorio
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Un'eredità da 20 milioni di euro impressa su un testamento scritto di proprio pugno da un imprenditore di Varese quattro anni prima di morire improvvisamente, nel 2016, a causa di un incidente, sarà indirizzata direttamente al figlio, oggi 17enne, e non alla madre del ragazzo, come previsto invece nel documento firmato dall'uomo di fronte al notaio.

Una storia di soldi, eredità e testamenti che arriva da Varese e di cui si è discusso molto anche per via dell'ingente cifra in ballo.

Come riportato dal Corriere della Sera, l'imprenditore di Varese aveva lasciato con testamento – redatto nel 2012 – un patrimonio di circa 20 milioni di euro alla compagna, stabilendo però che, alla sua morte, l'intera eredità dovesse passare al loro unico figlio, all'epoca di 7 anni.

Lo zio del bambino però contestò il testamento, ritenendo che violasse le norme sulla quota di legittima e contenesse una clausola fedecommissaria non consentita dalla legge. Fu così nominato un curatore speciale che, nel 2020, avviò una causa contro la madre per conto del minore.

Sia il Tribunale di Varese nel marzo 2025 sia la Corte d'Appello di Milano oggi hanno dichiarato nullo il testamento dell'imprenditore, perché la clausola che obbligava la madre a lasciare tutto il patrimonio al figlio è valida solo in casi particolari di tutela di persone gravemente incapaci, situazione che non ricorreva.

Di conseguenza, l'intera eredità ora spetta direttamente al figlio, oggi diciassettenne, mentre la madre è stata condannata anche al pagamento di 40mila euro di spese legali. La società di famiglia, di cui l'imprenditore era a capo, continuerà a essere gestita congiuntamente da madre e figlio fino alla maggiore età del ragazzo.

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