Operato al femore all’ospedale di Brescia contrae la sepsi e muore: familiari risarciti con oltre 700 mila euro

Dopo essere stato operato al femore agli Spedali Civili di Brescia, un uomo di 77 anni ha contratto la sepsi ed è morto a meno di due mesi dal suo ricovero il 7 febbraio 2020. Oggi, al termine del processo in secondo grado, ai familiari è stato riconosciuto un risarcimento dei danni di oltre 700mila euro "confermando il valore del legame parentale reciso da una gestione negligente del rischio clinico", ha spiegato il legale.
La vicenda
Secondo quanto riportato da Il Corriere della Sera, il 19 dicembre 2019 il 77enne fu ricoverato agli Spedali Civili di Brescia per essere operato per una frattura al femore. Tuttavia, a causa di un'infezione nosocomiale che, secondo i giudici, fu contratta in sala operatoria, il paziente morì a meno di due mesi dal suo ricovero il 7 febbraio 2020.
Da allora sono passati sei anni durante i quali i familiari hanno intrapreso una lunga battaglia legale che si è chiusa con il riconoscimento di un risarcimento di oltre 700mila euro. Come il tribunale, anche la Corte d'Appello di Brescia, infatti, ha confermato la responsabilità dell'ospedale, ribadendo che incombe sulla struttura sanitaria l'onere di dimostrare la corretta esecuzione delle procedure di disinfezione. Nel caso di specie, tale prova sarebbe risultata mancante.
I giudici hanno, dunque, ritenuto che i familiari avessero assolto il proprio onere probatorio, mentre "la struttura sanitaria non ha provato di aver applicato i protocolli di prevenzione relativi alla disinfezione, disinfestazione e sterilizzazione di ambienti e materiali", come si leggerebbe nella sentenza.