video suggerito
video suggerito

Incendio nel deposito Bartolini a Milano: “La fiamme stavano arrivando al deposito di benzina”. Indaga la Procura

Si indaga sulle cause che hanno dato luogo al vasto incendio di ieri nella sede Bartolini di via Minzoni 10 a Milano, in zona Bovisa. La Procura ha aperto un’inchiesta in collaborazione con il Nucleo Investigativo dei vigili del fuoco.
Incendio nelle sede di Bartolini (foto: vigili del fuoco)
Incendio nelle sede di Bartolini (foto: vigili del fuoco)

La Procura di Milano ha aperto un'inchiesta volta a indagare le cause dell'incendio che si è sviluppato nel tardo pomeriggio ieri, mercoledì 8 luglio, all'interno dell'azienda di spedizioni Bartolini, in via Minzoni 10, in zona Bovisa a Milano. Come appreso da Fanpage.it, nell'ambito degli accertamenti è stato attivato il NIAT dei vigili del fuoco, il Nucleo Investigativo Antincendio Territoriale, chiamato a determinare le cause e le dinamiche di incendi complessi. 

Le operazioni di spegnimento dell'incendio

L'incendio è stato circoscritto e spento dopo circa 12 ore di lavoro continuo da parte dei vigili del fuoco.

Secondo quanto riferito dal comandante dei vigili del fuoco di Milano, la parte più importante del fumo è stata prodotta dai circa 50 container posizionati sulle bocche di accesso al deposito. L'incendio sarebbe partito da un container e si è poi allargato nella grande struttura, in particolare in un capannone dove era custodito il materiale da consegnare.

"Da subito ci siamo resi conto – spiega un caposquadra sul posto – che c'era il pericolo che le fiamme lambissero non solo una ditta vicina ma anche dei depositi di carburante presenti nella grande area di movimentazione delle merci", ha detto un caposquadra dei vigili del fuoco presente sul posto.

"Speriamo di finire presto con lo spegnimento – aggiunge – ma con lo smassamento è possibile che staremo qui ancora uno o due giorni".

Intorno al ‘Brt Depot' si trovano un altro grande spedizioniere, una ditta di informatica, la ferrovia, il Campus Bovisa del Politecnico, e un'attività di ristorazione.

Le analisi ambientali di Arpa Lombardia

Non hanno registrato "valori critici per gli inquinanti monitorabili sul posto" le prime rilevazioni di Arpa, che ieri è intervenuta sul luogo dell'incendio. Intanto per precauzione il Comune ha chiesto alla popolazione nel raggio massimo di 2 chilometri, di evitare di sostare all'aperto, di tenere le finestre chiuse, di non utilizzare verdura coltivata sul balcone o in orti, di evitare in nidi, scuole dell'infanzia e parchi pubblici o privati che i bambini utilizzino gli spazi verdi all'aperto.

"Presenti gli inquinanti tipici della combustione, le cui concentrazioni non risultano preoccupanti, anche grazie alla dispersione dei fumi in atmosfera", ha spiegato ancora il personale del dipartimento Arpa di Milano che continua a monitorare la situazione e lo farà fino al completo spegnimento dell'incendio.

Ieri notte per monitorare la qualità dell'aria, i tecnici di Arpa hanno installato un campionatore ad alto volume vicino all'anagrafe del Comune di Milano in via Baldinucci, in base alla mappa previsionale di ricaduta dei fumi acquisita dai colleghi del gruppo specialistico di contaminazione atmosferica. Il primo filtro del campionatore verrà ritirato nelle prime ore del pomeriggio e inviato al laboratorio di Milano per la ricerca di eventuali sostanze microinquinanti: diossine, furani e IPA.

L'incendio nella sede di Bartolini: cosa è successo

Secondo quanto ricostruito nella serata di ieri, le fiamme sarebbero partite da un container, presente all'interno dell'area operativa, per poi diffondersi e avvolgere diversi mezzi e camion circostanti. Coinvolta una vasta area, più precisamente uno dei due capannoni centrali del deposito. 

Immagine

Nell'arco di breve tempo si è creata una densa nube di fumo che si è alzata verso l'alto dando luogo a una colonna di fumo nero visibile in diverse zone della città –  Affori, Niguarda, Bicocca e Dergano – destando preoccupazione da parte di tanti residenti.

Sul posto sono intervenuti in tutto circa 50 vigili del fuoco provenienti dai comandi di Milano e Monza che hanno operato con 6 autopompe serbatoio, 4 autobotti pompa, 3 autoscale, un carro aria, il nucleo SAPR (Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto) e un mezzo TRID (cestello per lavori in quota).

Come spiegato dai pompieri stessi in una nota diffusa, le operazioni sono state coordinate dal Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco di Milano, dott. Ing. Mauro Caciolai, presente sul posto insieme ai funzionari tecnici del Corpo.

Nel frattempo sono stati allertati anche i carabinieri, gli agenti della polizia locale di Milano e i soccorritori del 118 inviati sul posto in codice rosso da Areu (l'agenzia di emergenza urgenza della Lombardia) e presenti con cinque ambulanze. Nonostante la vastità dell'incendio non si sono registrati feriti né intossicati. Il codice di emergenza è stato declassato da rosso a verde.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views