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Incendio al deposito Bartolini a Milano, un operaio: “Un collega ha caricato un pacco sul camion, poi è esploso”

L’incendio nel magazzino della Bartolini a Milano sarebbe partito da un pacco caricato su un camion diretto a Torino. Un magazziniere ha raccontato di aver lasciato la scatola sul mezzo, di essersi voltato e di averla sentita poi esplodere.
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Sono gli agenti della Digos di Milano, gli investigatori che stanno indagando sull'incendio divampato nel magazzino della Bartolini di via Don Minzoni. L'inchiesta per incendio doloso è coordinata dal pubblico ministero Paolo Storari ed è, al momento, a carico di ignoti. Stando a quanto raccontato fino a questo momento da alcuni testimoni presenti, poco dopo le 19, sembrerebbe che sia esplosa una scatola: "Un mio collega ha caricato un pacco sul camion", ha raccontato il capo magazzino della Bartolini.

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Poco dopo, appena si è girato, la scatola – che pesava 10 chili – è esplosa: "Il fuoco in un attimo è salito fino al soffitto".Come riportato dal quotidiano Il Corriere della Sera, l'uomo sarebbe poi corso in ufficio a prendere un estintore per provare a spegnere le fiamme che hanno poi avvolto anche un container rosso che sarebbe dovuto partire per Torino. Il capo magazziniere ha poi capito che era impossibile riuscire a domare le fiamme, ha quindi iniziato a urlare "fuori tutti" per salvare tutti i colleghi.

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Proprio a seguito della ricostruzione fornita dai dipendenti (l'operaio che ha caricato il pacco, ha riferito di aver sentito calore al tatto ma di non averci fatto caso), gli agenti hanno iniziato a svolgere accertamenti sui pacchi che gli addetti stavano movimentando. L'obiettivo è quello di verificare mittenti e destinatari proprio per escludere anomalie. Per il momento, l'ipotesi più plausibile è quella di un guasto o un'anomalia della merce contenuta nel pacco. Gli investigatori però verificheranno la presenza di sostanze acceleranti.

Intanto, per quanto riguarda le misure imposte ai cittadini, ieri sera è terminata la zona rossa anche nel raggio di 500 metri dal. deposito. L'unico divieto che resta è quello di non consumare verdure coltivate su balconi e orti. I primi rilievi di Arpa e Ats, infatti, hanno registrato "valori critici per gli inquinanti monitorabili". Nell'aria erano presenti "inquinanti tipici della combustione, le cui concentrazioni non risultano preoccupanti, anche grazie alla dispersione dei fumi in atmosfera".

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