Il caldo mette in difficoltà i pronto soccorso lombardi, Bertolaso: “Sotto pressione, accessi aumentati del 20%”

Il grande caldo sta mettendo alla prova anche la tenuta della sanità pubblica lombarda. Guido Bertolaso, assessore al Welfare in Regione, ha spiegato come nell'ultima settimana gli accessi ai pronto soccorso sono incrementati di una percentuale "che varia intorno al 15-20 per cento", con un aumento anche "delle chiamate e dell'intervento dei nostri mezzi di soccorso". Tra le zone che sarebbero, almeno per ora, più colpite sono "l'area metropolitana di Milano, poi c'è l'area dei Sette Laghi e la parte della fascia della Pianura Padana", ha continuato Bertolaso. Sono stati anche invitati gli ospedali della regione a rifornire di carburante tutti i gruppi di continuità: "Un blackout elettrico di energia che non possiamo mai escludere e che può arrivare all'improvviso, ovviamente metterebbe in crisi soprattutto le strutture ospedaliere", ha dichiarato l'assessore.

Dall'inizio della settimana, la Lombardia ha registrato almeno due decessi per malori probabilmente provocati dalle elevate temperature di questi giorni. Si tratta di un 58enne di Somaglia (Lodi) e un 56enne di Garlasco (Pavia). Se per l'ufficialità delle cause del decesso bisogna attendere le autopsie, quelli riportati da Bertolaso sono dati raccolti dai pronto soccorso dei vari ospedali regionali. L'assessore, al termine di un incontro di giunta, ha parlato di un incremento di accessi nell'ultima settimana pari al 15-20 per cento, con "alcuni ospedali e alcuni pronto soccorso" che "ormai sono già in criticità e stiamo cercando di fronteggiarle, cercando di aumentare la presenza del nostro personale".
I pronto soccorso "in questo periodo sono veramente sotto pressione", ha spiegato Bertolaso, il quale però ha assicurato che "la situazione è sotto controllo". Tuttavia, oltre che causare malori, le temperature elevate di questi giorni potrebbero anche provocare blackout, più o meno lunghi. Per questo motivo, gli ospedali sono stati invitati a rifornire di carburante necessario tutti i gruppi di continuità. "Un blackout può arrivare all'improvviso e ovviamente metterebbe in crisi soprattutto le strutture ospedaliere", ha spiegato ancora Bertolaso, "pensate a quelli che magari in quel momento stanno facendo emodialisi, pensate a una sala operatoria dove si sta facendo un trapianto o un intervento di chirurgia d'urgenza, pensate a un pronto soccorso dove c'è la shockroom che deve essere veramente in grado di funzionare 24 ore su 24".