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Regione Lombardia attiva Cold Spot contro l’emergenza caldo: come accedere agli spazi con l’aria condizionata

Il nuovo piano varato dalla Direzione generale Welfare di Regione Lombardia prevede l’attivazione dei Cold Spot. Come spiegato dall’assessore Guido Bertolaso, si tratta di punti di assistenza che dovranno intercettare i pazienti con sintomi legati al caldo, evitando di intasare gli accessi dei pronto soccorso.
Foto da Getty Images
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"Le ondate di calore non sono più eventi eccezionali, ma una condizione con cui il sistema sanitario deve confrontarsi ogni estate". Lo ha dichiarato Guido Bertolaso, assessore al Welfare di Regione Lombardia, nella presentazione del nuovo piano predisposto per affrontare gli effetti del caldo e prevenire il sovraffollamento dei pronto soccorso ospedalieri. Sono state, infatti, trasmesse alle varie Ats, Asst, Irccs e Areu le indicazioni operative che, tra le altre cose, prevedono anche l'attivazione dei cosiddetti ‘Cold Spot': punti di assistenza che offriranno ambienti climatizzati, personale sanitario e una prima valutazione clinica per i pazienti con sintomi legati alle elevate temperature.

Come indicato dalla Direzione generale Welfare, i Cold Spot saranno ospitati preferibilmente nelle Case della Comunità e avranno il compito di intercettare i casi meno complessi che, altrimenti, rischierebbero di intasare i pronto soccorso. "Le alte temperature, soprattutto se perdurano per molti giorni, possono determinare un rapido aumento della domanda di assistenza", ha spiegato Bertolaso: "Per questo abbiamo definito un modello organizzativo che coinvolge l'intera rete sanitaria regionale, per evitare che situazioni affrontabili sul territorio si trasformino in accessi impropri ai pronto soccorso". A fine giugno, per esempio, erano incrementati di una percentuale che variava tra il 15 e il 20 per cento, con l'area metropolitana di Milano, quella dei Sette Laghi e la fascia della Pianura Padana tra le zone più colpite.

I pazienti che avvertono i primi sintomi legati al caldo potranno trovare ambienti climatizzati e, in caso di necessità, si potrà anche fare ricorso ai ricoveri temporanei di sollievo nelle Rsa e a una valutazione clinica. Si tratteranno, dunque, di spazi assistenziali sparsi sul territorio che dovranno garantire risposte su misura per le esigenze dei cittadini provati dall'afa e tenere sotto controllo i picchi di allarmi che mettono sotto stress gli ospedali durante le ondate di calore.

Il piano di Regione Lombardia prevede anche che Ats e Asst rafforzino il contatto diretto con le persone più vulnerabili, "favorendo l'accesso ai servizi territoriali e ai ricoveri temporanei di sollievo quando necessario", ha aggiunto Bertolaso, a cui verrà aggiunta la "gestione dinamica dei posti letto e il monitoraggio costante dei pronto soccorso, così da permetterci di intervenire tempestivamente dove sarà necessario". Infine, il compito di coordinare la gestione e la distribuzione dei casi urgenti tra le strutture ospedaliere spetterà sempre ad Areu, che l'assessore definisce la "torre di controllo della rete regionale dell'emergenza-urgenza".

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